Elezioni comunali. A Lanciano davvero un pessimo spettacolo

Alessandro Biancardi

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Elezioni comunali. A Lanciano davvero un pessimo spettacolo
LANCIANO. La prossima settimana si dovranno presentare le liste alle prossime elezioni per eleggere il sindaco ma la confusione è tanta. Il centrosinistra mai così spaccato, il centrodestra ha invece per ora due liste. Si affaccia anche una possibile terza ipotesi. E nel vorticoso turbinio di interessi e poltrone in fondo alla lista delle priorità ci sono i programmi. Ottimo inizio.
E' strano quando mille e un segnale ti dimostrano che si è in piena campagna elettorale ma c'è ancora totale confusione su candidati, liste e, soprattutto, programmi.
E' strano, ma non rarissimo. Accade, per esempio, in questi giorni a Lanciano, dove manca poco più di un mese al rinnovo del consiglio comunale e si sta ancora discutendo sull'uno o sull'altro candidato o, peggio ancora, sul ricorso alle primarie.
Entro la settimana prossima i candidati dovrebbero ufficializzare le loro candidature e presentare le liste.
Poi avranno a disposizione un mese, fino al 28 e 29 maggio, per presentare il loro programma e convincere gli elettori della loro validità a ricoprire la carica di primo cittadino. Per ora, i cittadini-elettori hanno capito poco, ma hanno di certo compreso la grande confusione che c'è nei due schieramenti.
Fino a qualche giorno fa si registrava una totale “indecisione” sul fronte del centrosinistra.

Inizialmente la coalizione dell'Unione aveva “sfornato” due candidati: Antonio Caporrella, appoggiato da Ds, Margherita e Rifondazione comunista e Lucio Russi, sostenuto invece da Sdi, Italia dei Valori, Udeur, Comunisti italiani e Verdi.
Per tentare di raggiungere unità all'interno della coalizione i partiti che sostenevano Russi hanno più volte chiesto le primarie tra i due candidati non ottenendo, tuttavia, il consenso auspicato da parte dei partiti “forti” della coalizione.
A quel punto Lucio Russi si è tirato fuori con la “clausola”, però, che anche Caporrella facesse lo stesso, per individuare un nuovo candidato che potesse rappresentare tutta la coalizione.
E così è stato, almeno in parte.
Caporrella è stato infatti in qualche modo costretto a ritirarsi e a quel punto è iniziato un vero e proprio “totosindaco”.
Giorno dopo giorno, ora dopo ora, una serie di nomi sono spuntati dal cilindro dell'Unione: Donatino Ciavarelli, ex membro del consiglio di amministrazione del Consorzio rifiuti e candidato alle
Gaetano Pedullàprovinciali del 2004; Angelo Orlando, capogruppo regionale del Prc; Mario Giancristofaro, giornalista del Messaggero. Fino a quando, qualche giorno fa, è intervenuto il direttivo provinciale dell'Unione che ha deciso, salvo ripensamenti dell'ultima ora, che a questo punto sono improbabili, che il candidato dell'Unione sarà l'avvocato Gaetano Pedullà.
Un nome su cui sembra si sia finalmente creata quella unità tanto auspicata nella coalizione; un nome, tuttavia, che ha lasciato qualche perplessità tra i cittadini. Pedullà, infatti, si candidò anche nel 2001, sfidando l'attuale sindaco Filippo Paolini. E la bocciatura fu sonora.


Altra coalizione, altra storia.
Perché se nel centrodestra c'è stata sicuramente meno confusione rispetto all'Unione, a tutt'oggi non c'è ancora una situazione chiara sulle candidature. Al momento la coalizione dovrebbe presentarsi con due liste distinte: una capeggiata dall'attuale sindaco, Filippo Paolini, e sostenuta dalla Casa delle libertà; l'altra, che fa invece capo a Nicola Fosco, sostenuto da una lista civica ma comunque appoggiato da una parte di Alleanza nazionale.
Il sindaco Paolini continua a chiedere unità, mentre Teodoro Buontempo, capogruppo regionale di An, continua a chiedere le primarie per decidere un candidato sindaco unico, che sappia rappresentare tutta la coalizione.
E tra screzi, “totosindaci”, polemiche e richieste di unità è spuntato all'orizzonte delle amministrative un nuovo candidato, che se non ha ancora sciolto la sua riserva, con tutta probabilità concorrerà alla conquista della poltrona di primo cittadino.
Si tratta di Pino Valente, presidente dell'associazione culturale Frentania Provincia sostenuto da una lista
civica trasversale che, assicura, non ha alcuna appartenenza o schieramento politico.
L'appello dei nomi per le prossime elezioni amministrative è dunque ricco, come copioso è anche il cartellone di polemiche, accuse, critiche e rassicurazioni. Manca tuttavia ancora una voce a questo elenco: quella dei programmi per la città.
E pensare che dovrebbe essere la più importante.

Daniela Di Cecco 22/04/2006 15.56