Approvato lo stato di attuazione dei programmi. L'opposizione contesta i numeri.

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Ieri in consiglio provinciale c'è stata battaglia sui numeri forniti dalla maggioranza. La ricognizione programmatico-finanziaria. "Numeri non veritieri" attacca l'opposizione.
Approvato a maggioranza lo stato di attuazione dei programmi. Si tratta della ricognizione programmatica-finanziaria, obbligatoria per legge, con la quale si procede ad una verifica rispetto agli equilibri di bilancio. Voto contrario dell'opposizione. Astenuti i consiglieri del Movimento civico territoriale.
«Dalla ricognizione effettuata – ha dichiarato al Consiglio l'assessore Pietro Pantone – sulla base delle comunicazioni dei dirigenti, risulta che i programmi sono sostanzialmente in linea con le previsioni di bilancio».
Le minori entrate vengono compensate con quelle non previste e non iscritte nel bilancio di previsione, per un importo di 664.387 euro; con l'applicazione dell'avanzo di amministrazione non vincolato per 93.185 euro e con le minori spese per 343.203 euro.
In particolare l'avanzo di amministrazione ammonta a oltre 5 milioni e 400 mila euro e verrà utilizzato: 93.185 euro per la salvaguardia degli equilibri di bilancio; 2.842.000 euro per spese di investimento; 202.940 euro per spese correnti non ripetitive; 2.280.000 per debiti fuori bilancio.
I circa 650 mila euro di nuove entrate sono imputabili alla sentenza emessa dal TAR a favore della Provincia per il contenzioso sull'occupazione del primo piano del Palazzo della Sanità da parte della Asl. Il tribunale amministrativo ha considerato idoneo il canone d'affitto fissato dalla Provincia e ha stabilito che la Asl deve pagare gli arretrati dal 1998 e con essi gli interessi dovuti.
«Come avevamo giudicato il bilancio non veritiero – ha dichiarato il capogruppo dell'Udc Abramo Micozzi – così diciamo che il riequilibrio è basato su cifre che non rispecchiano la realtà».
«L'equilibrio è stato mantenuto e la Provincia ha dimostrato di nuovo di essere un ente virtuoso – ha replicato il capogruppo dei Ds Leandro Di Donato – anche se paga un prezzo alto alla politica sbagliata del governo nazionale». 12/10/2005 9.25