Lo Statuto spezza in due il consiglio regionale

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

922

L’AQUILA. Ancora alcuni nodi da sciogliere prima della stesura definitva. Lo statuto in vigore oggi risale al 1971.Non sono mancati scontri. Più chiarezza e rispetto richieste da Fi e Udeur
Soddisfazione per Gianni Melilla presidente della Commissione Statuto del Consiglio Regionale che in realtà divide le diverse forze politiche.
Se per il presidente «prosegue positivamente il nostro lavoro per l'approvazione dello Statuto Regionale», Angelo di Paolo (Udeur) accusa la poca considerazione per le sue prese di posizione: «sapevate bene come la pensavo, lo avevo già comunicato lo scorso 29 marzo, ma nessuno ne ha tenuto conto».
Per Nazario Pagano (Forza Italia), invece, con la riunione di ieri si è arrivati «alla rottura della pax istituzionale che aveva consentito, nella precedente legislatura, la redazione di uno Statuto approvato da tutte le forze politiche, esclusa Rifondazione».
Nella seduta di ieri, giovedì 20 aprile, la Commissione ha approvato molti articoli dello Statuto rinviando quelli concernenti l'organizzazione del Consiglio Regionale (Titolo II), e dell'Esecutivo Regionale (Titolo III).
Sono stati esaminati decine di emendamenti al testo base approvati all'unanimità che riguardano in particolare: il rafforzamento del ruolo delle autonomie locali, la pace e la cooperazione, una migliore definizione dei diritti; la tutela delle biodiversità e delle risorse genetiche autoctone. E poi ancora la concertazione con le parti sociali, il procedimento legislativo, le pari opportunità e le stesse procedure di revisione dello Statuto.
Su due emendamenti si è registrato invece un voto a maggioranza.
Il primo emendamento sosteneva che la Regione «promuove il riconoscimento delle altre forme di stabile convivenza affettiva» ed è stata respinto a maggioranza.
E' stato registrato però il voto contrario dell'Udeur: «lo avevo già preannunciato nel mio comunicato del 29 marzo scorso», ha dichiarato il Capogruppo dell'UDEUR al Consiglio Regionale Angelo Di Paolo. «Spiace constatare come una decisione così importante non sia stata preventivamente discussa in un vertice di maggioranza, proprio in considerazione della nostra presa di posizione sull'argomento, ma è stata tirata fuori, quasi a sorpresa, nel corso della discussione sulla proposta».
Il secondo emendamento sosteneva che «la Regione persegue l'accoglienza solidale delle persone immigrate e ne promuove l'integrazione sociale in base ai principi del pluralismo delle culture» ed è stato approvato a maggioranza.
Anche nella passata legislatura su emendamenti analoghi si era votato a maggioranza e ciò non ha indebolito lo spirito di un costruttivo dialogo tra le varie anime politiche della commissione, al di là delle tesi prevalse a maggioranza.
«Mi auguro», ha dichiarato Melilla, di sciogliere gli ultimi nodi nella prossima riunione della Commissione riguardanti l'assetto dell'Esecutivo e del Consiglio Regionale. L'Abruzzo», sostiene il presidente della Commissione, «ha bisogno del nuovo Statuto con un sistema moderno di garanzie e partecipazione democratica».
Lo Statuto vigente risale al 1971 e probabilmente avrebbe misogno di una rimodernizzazione. Con la nuova versione sono previsti nuovi organi quali il Collegio di Garanzia (una Corte Statutaria Regionale), il Consiglio delle Autonomie Locali, l'Osservatorio dei Diritti e la Conferenza o Consiglio per l'Economia e la programmazione.

«La Corte Costituzionale», ha spiegato Nazario Pagano, « aveva disposto l´adeguamento di quello Statuto limitatamente a due punti, mentre la sinistra decide praticamente di scriverne uno nuovo, inserendo variazioni sulle norme di principio che Forza Italia ritiene intollerabili. Io e il collega Tagliente - aggiunge Pagano - trovando l´appoggio dell´intera di coalizione, ma anche di Margherita e Udeur, abbiamo riaffermato la nostra decisa contrarietà all´inserimento del riconoscimento di altre forme di "stabile convivenza affettiva" fuori della famiglia, nella convinzione che occorra lavorare ancora moltissimo per restituire centralità e dignità alla famiglia vera, quella derivante dall´assunzione di vincoli civili o religiosi».
Sul problema poi dell´accoglienza degli immigrati si è consumata la rottura definitiva, perché la sinistra, questa volta compatta nel voto, «ha negato l´affermazione della difesa dei valori e delle radici della nostra cultura occidentale. Pertanto», conclude Pagano, «da oggi lo Statuto si discuterà a colpi di maggioranza e alla fine potrebbe essere lo Statuto di una sola parte politica».

21/04/2004 14.20