Dopo l’attentato, polemiche pure sui messaggi di solidarietà

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Dopo l’attentato che ha danneggiato due notti fa la sede elettorale della Margherita di Isola del Gran Sasso scoppiano anche le polemiche.
«Queste cose non succedono mai nel nostro territorio», aveva commentato ieri il presidente della Provincia D'Agostino. E oggi Azione Giovani ricorda «due anni fa attaccate le sedi di An».
In tempo di campagna elettorale non si butta via niente. Mancano 8 giorni al voto e i partiti (dall'estrema destra all'estrema sinistra) trovano qualsiasi pretesto per prendere la parola. Così è accaduto anche a seguito dell'attentato alla sede della Margherita. Un episodio grave che ha riscaldato ilteriormente gli animi pre elettorali.
«L'atto compiuto» ha commentato ieri il presidente della Provincia Ernino D'Agostino, «è grave e molto inquietante. Nella nostra provincia non vi sono infatti precedenti nella storia recente di gesti contro sedi di partito, gesti che rappresentano un intollerabile attacco alla democrazia ed alla convivenza civile». L'ultima frase non è andata a genio all'Azione Giovani che ha precisato: «anche noi vittime di attentati due anni fa».
Tra la «vicinanza» e la «solidarietà» quindi c'è anche tempo per polemizzare
«Azione Giovani», ha commentato il presidente provinciale Alessandro Franchi, «ricorda al Compagno presidente che neanche due hanni fa nel giro di una settimana furono attaccate le sedi di An di Tortoreto, Nereto e Giulianova e fu bruciata la porta della sala del Mutilato a Piazza Dante a Teramo, dove An l'indomani avrebbe inaugurato un circolo ai fratelli Mattei di 21 e 8 anni morti bruciati nella loro casa negli anni '70. Ci sembra strano», continua Azione Giovani, «D'Agostino non ricordi, visto che la federazione regionale dei Ds condannò gli episodi evidentemente strumentalizzare la violenza in politica è un gioco pericoloso, ma ancora troppo conveniente».
01/04/2006 9.40