Acerbo: «Castiglione si dimetta».

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Basta con consiglieri comunali così incompetenti» e secondo il leader di rifondazione comunista: «anche Alleanza Nazionale tirerebbe un sospiro di sollievo se Castiglione andasse a casa»
«A volte ci si domanda come dei cittadini possano dare il proprio voto a degli autentici campioni dell'incompetenza». A parlare è Maurizio Acerbo, il bersaglio designato Alfredo Castiglione esponente di An, consigliere comunale e regionale, ed ex assessore regionale al Bilancio della giunta Pace. Il motivo scatenante di questa bagarre politica è una presunta gaffe in cui il consigliere avrebbe confuso i nomi di Tommaso Di Biase e Licio Di Biase.
I toni sono accesi e la soluzione possibile, secondo Acerbo, solo una: le dimissioni. «Castiglione», spiega Acerbo, «è intervenuto sulla questione delicatissima del piano regolatore dimostrando la più totale ignoranza sull'argomento. L'esponente di An ha confuso il PRG del centrodestra con la variante dell'attuale amministrazione».
Le accuse sono pesanti e Acerbo non risparmia le parole: «Probabilmente Castiglione è l'unico in Comune a non aver capito che il PRG annullato è quello del centrodestra, cioè dell'amministrazione di cui lui faceva parte. Dall'alto della sua assoluta ignoranza», insiste Acerbo, «dei fatti e delle carte, in una pausa tra un sonnellino e l'altro, si è lanciato nella richiesta delle dimissioni per l'assessore di Rifondazione Tommaso Di Biase. Per quanto riguarda il cognome», spiega ancora Acerbo, «inconsapevolmente ha fatto centro: l'assessore all'urbanistica del centrodestra all'epoca del PRG annullato era Licio Di Biase. Ma anche qui la richiesta di dimissioni giunge in ritardo perché gli elettori hanno già da tempo dimesso Licio Di Biase con tutto il centrodestra. La gaffe di Castiglione passerà alla storia, ma non possiamo accontentarci di quattro risate», dice con forza Acerbo, che assicura, «la situazione è grave e per giunta seria. Il consiglio regionale e comunale non possono ospitare consiglieri così incompetenti. E' a rischio la stessa credibilità delle istituzioni democratiche». A.L. 07/10/2005 17.13