Infrastrutture: Bellisario (Idv), «più trasparenza per gli appalti»

Alessandro Biancardi

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. ROMA «In Abruzzo molte persone colluse con la mafia. Dobbiamo abituare il sistema imprenditoriale a lavorare nella legalità».

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ROMA «In Abruzzo molte persone colluse con la mafia.
Dobbiamo abituare il sistema imprenditoriale a lavorare nella legalità».





«La figura del “general contractor” rappresenta un “virus”per la trasparenza e la legalità degli appalti e va profondamente rivista», così la pensa Gian Luca Bellisario dell'Italia dei Valori, che non risparmia parole forti per far capire quanto sia grave il problema.
«Noi cambieremo la normativa restituendo alla Stato il controllo degli appalti pubblici».
Si sottolinea quindi la necessità di rivedere «totalmente» la figura del contraente generale, introdotta dalla legge obiettivo, e ristabilire che «i controlli e gli appalti vadano direttamente a coloro che eseguano le opere e non a chi si pone come figura di intermediazione, perchè questo alla fine finisce per fare il general contractor».
E' fondamentale, secondo Bellisario «restituire credibilità al sistema imprenditoriale al Sud ristabilendo la legalità».
Bisogna «completamente rifare» l'albo nazionale dei costruttori, fare in modo che i controlli di legalità «avvengano durante l'esecuzione» delle opere.
«C'è bisogno di buon esempio», continua l'esponente di Idv, «le persone che hanno fatto politica o sono stati pubblici ufficiali e hanno svolto il loro lavoro non in modo trasparente devono essere mandati a casa con una regola che dica che i condannati con sentenza penale passata in giudicato non possono assumere incarichi nella pubblica amministrazione, negli appalti pubblici e non possano essere candidati. E' questo il buon esempio da dare perché si sappia che le istituzioni e lo Stato non hanno nulla a che fare con la criminalità».
«Purtroppo», continua ancora Bellisario, «oggi ci sono anche in Abruzzo, molte persone colluse con la mafia. Tant'è che ci sono ogni giorno processi per fatti di mafia, inchieste per fatti di mafia».
Parole forti per il candidato alla Camera che suggerisce ancora la predisposizione di «un'anagrafe patrimoniale dei pubblici ufficiali e dei politici».

10.30 23/03/06