Sanità. Del Turco va avanti, la Cgil si mobilita, l'assessore Mura incalza

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (14.33)ABRUZZO. Sul fronte della sanità le cose sembrano muoversi, ci sono evoluzioni e proposte ma poi sembra rimanere fermi sul terreno del contrasto e della polemica. Oggi la giunta ha illustrato i 6 punti dell'azione di governo in materia. "TROPPI INTRECCI"  -   "LE DELIBERE SONO LEGITTIME"   - DS "NOI SIAMO FUORI"  - TUTTE LE REAZIONI POLITICHE
Il Comitato Direttivo della CGIL Abruzzo, riunitosi oggi, riconferma la sua più forte contrarietà a «provvedimenti di accreditamento che continuano ad alimentare una spesa senza controllo, in un quadro di grave difficoltà della sanità abruzzese».

Si ha l'impressione che la situazione abbia bisogno di una soluzione da trovare in tempi brevi. Le polemiche con il passar dei giorni non si sopiscono.

«Ho chiesto all'assessore Mazzocca di portare in Giunta il pacchetto sanità con le sei proposte che sono già oggetto d'esame dei partiti della coalizione, delle organizzazioni sindacali e delle rappresentanze dell'imprenditoria privata, allegando una simulazione corretta sul tema della riabilitazione».
Lo ha detto oggi il presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, che ha aggiunto che «le discussioni sorte in questi giorni a proposito di Villa Letizia e della Rsa di Popoli hanno avuto, fortunatamente, anche il merito di alzare il tono e l'attenzione di tutti attorno al pianeta sanità».
Il presidente Del Turco ha spiegato che l'assessore Mazzocca aveva già tentato lo scorso 6 febbraio di aprire la discussione sul problema sanità inviando a tutti i partiti della coalizione quel 'pacchetto sanità' con le sei proposte che l'8 marzo scorso sono state messe a disposizione della commissione Sanità del Consiglio regionale.
«E' evidente a tutti lo squilibrio tra le zone interne delle province abruzzesi e il resto della regione. Desidero ricordare, giacché è passato solo un anno, che la campagna elettorale della maggioranza premiata dagli abruzzesi con quasi il 60% dei voti, aveva al centro l'obiettivo di 'unire l'Abruzzo'. Io non ho cambiato opinione e mi auguro che da questa verifica non emergano ripensamenti. È ovvio che il parlamento regionale - ha concluso il presidente della Regione - ha diritto di valutare e decidere sulle proposte della Giunta e, com'è altrettanto ovvio, qualunque decisione esso assuma ha valore imperativo per il governo regionale. Alle conclusioni cui perverrà il Consiglio regionale adegueremo ovviamente tutte le decisioni passate, presenti e future sulle questioni della sanità».

LA CONTRARIETA' DELLA CGIL

«Nulla lasciava sospettare che, di fronte alla necessaria riflessione programmatica sulla razionalizzazione della rete e sulla riconversione della spesa ospedaliera, primo nodo di crisi strutturale da affrontare, si sarebbe giunti ad un aumento di posti letto accreditati, addirittura immettendo nel sistema un nuovo soggetto erogatore (Villa Dorotea). Si dimentica che proprio in questo comparto, fortemente privatizzato, è esplosa la spesa impropria che produce una grande parte del deficit finanziario e strutturale della sanità», si legge oggi in una nota del sindacato.

«Questi accreditamenti fanno emergere forti contraddizioni con le proposte avanzate dall'Agenzia Sanitaria e contenute in documenti consegnati al confronto con le parti sociali. Proposte sulle quali abbiamo già espresso una nostra prima soddisfazione per la forte ventata di novità riguardanti le regole sull'appropriattezza delle prestazioni, le proposte per gli accreditamenti definitivi, le scelte programmatiche da individuare nel Piano Sanitario Regionale. Le decisioni assunte dalla Giunta Regionale, al contrario, ci reimmergono in una situazione che sa di vecchio e che appartiene ad un decennio che pensavamo superato dalle novità politiche dichiarate dal nuovo Governo regionale, tutte tese al rigore ed al ripristino delle regole.

Per questi motivi», conclude la nota, «parlare di pressioni sindacali, di accordi con i sindacati (compresa la vicenda dei lavoratori licenziati di Villa Letizia), per mettere in campo un nuovo soggetto erogatore che, tra l'altro non ha nemmeno le caratteristiche di legittimità richieste, è una caricatura delle reali posizioni del sindacato e della CGIL in particolare, che non ha mai partecipato a nessun confronto programmatico e tantomeno concordato sui temi degli accreditamenti effettuati. La CGIL ripropone la pregiudiziale programmatica ad ogni e qualsiasi scelta nella sanità, all'interno della quale possono essere avviati i processi di integrazione pubblico-privato. La CGIL Regionale, su questi temi, decide la mobilitazione delle proprie strutture territoriali e regionali per l'avvio di un confronto unitario a tutti i livelli, per la discussione dei temi della programmazione sanitaria e per la revoca delle delibere regionali di accreditamento».

21/03/2006 12.30


LE 6 PROPOSTE DELLA GIUNTA DEL TURCO

Si sostanzia in sei punti operativi il pacchetto di proposte sulla sanità che il presidente Del Turco ha annunciato presto andrà all'esame della Giunta regionale.
Ad illustrarli è l'assessore alla Sanità, Bernardo Mazzocca, che ha spiegato come i punti sono parte integrante di un quadro di riferimento nel quale stanno maturando precise scelte di politica sanitaria che «il governo regionale si accinge a varare nelle prossime settimane».
Il nodo più complesso da sciogliere è il tasso di ospedalizzazione che in Abruzzo è il più alto d'Italia (290 ogni 1000 abitanti).
«Non solo l'ospedale viene usato troppo - spiega l'assessore alla Sanità -, ma viene utilizzato in modo inappropriato, cioè non si utilizza la forma di ricovero giusto per le patologie trattate».

«Il pacchetto - aggiunge Bernardo Mazzocca - prevede il piano di misure urgenti per aumentare l'appropriatezza dell'uso degli ospedali e per regolamentare settori di assistenza territoriale in cui c'è una forte carenza di informazione sulla tipologia e sulla qualità delle prestazioni erogate; un protocollo di monitoraggio continuo dell'appropriatezza dell'uso delle diverse tipologie di assistenza ospedaliera; linee guida per lo sviluppo e potenziamento delle attività di day hospital, day surgery, ambulatori chirurgici e ambulatoriale medica complessa; le linee guida per la costruzione del III Piano sanitario regionale che mira a scrivere le "regole di garanzia" per tutti gli attori della sanità; lo schema per la stesura della legge regionale sull'autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie e socio-sanitarie; il progetto di regionalizzazione della formazione in campo sanitario».
Tutte queste azioni tendono ad avviare quel processo di risanamento economico del settore della sanità, utilizzando tutte le risorse messe a disposizione del governo centrale nel modo migliore. «Sono tutti documenti - ha concluso l'assessore alla Sanità - che sono stati illustrati e consegnati ai partiti della maggioranza, alle forze sindacali regionali e di categoria e alle associazioni degli operatori privati della sanità. A questo si aggiunge che la bozza contenente tutti i documenti è stata depositata presso la commissione consiliare Sanità».


L'ASSESSORE MURA (PRC) NON CI STA

«E' francamente poco comprensibile lo sviluppo del dibattito in merito alle due delibere contestate inizialmente da me e dal mio partito e in seguito anche da altri. L'Unione abruzzese e i suoi rappresentanti hanno condiviso la necessità di affrontare il tema della sanità attraverso il nuovo piano sanitario, inteso come strumento principe di programmazione sanitaria e socio-sanitaria. Ciò si rendeva e si rende necessario a causa dell'esplosione della spesa e degli sprechi dell'insieme della sanità. In nome del risanamento e della tutela della sanità», HA CONTINUATO L'ASSESSORE Betty Mura, «si è proceduto ad una Finanziaria che ha ridotto risorse a tutti gli altri settori della società abruzzese. In nome del risanamento si è chiesto di stringere i denti perché si sta lavorando per tempi migliori. Si è chiesto a centinaia di operatrici ed operatori della sanità pubblica di resistere alle difficoltà causate da assenze di organico e risorse. Si è costituita l'Agenzia sanitaria e mi risulta stia lavorando seriamente. I motivi per cui all'interno di un percorso difficile ma condiviso si siano catapultate deliberazioni che non c'entrano nulla con le cose dette e fatte, a me sembrano poco chiari e in alcuni aspetti risibili».
L'assessore ritiene che la giustificazione che i posti di riabilitazione assegnati a Villa Dorotea (Villa Letizia) risiederebbe nella risoluzione del Consiglio Regionale tesa a salvaguardare i livelli occupazionali di alcune strutture sanitarie private, «è priva di ogni logica».
«In virtù di ciò si propone una scelta non concertata con le Parti sociali, non discussa con la Conferenza dei Capigruppo e con le forze politiche, di paternità e maternità incerta. Una scelta che, di fatto, butta nello sconforto chi crede sia possibile migliorare la sanità pubblica abruzzese. La delibera del "Giardino" (di Popoli) vanta origini meno nobili rispetto alla risoluzione consiliare e si presenta come esigenza "territoriale"».

«Ho anche dichiarato», ha concluso Mura, «un forte disagio rispetto al fatto che se ciò che sta accadendo è il preambolo della discussione sul nuovo Piano sanitario, e non "un incidente di percorso", dobbiamo preoccuparci tutti. Capisco la difficoltà politica di alcuni, ma credo che non sia un buon motivo per demonizzare e tentare di ridicolizzare il dissenso. Riportiamo la discussione sulla salute delle abruzzesi e degli abruzzesi alle questioni di merito. Le due delibere approvate in giunta dividono l'Abruzzo e stanno facendo molto male anche alla coalizione, revocarle sarebbe un atto di saggezza».

21/03/2006 14.39