Tassa asse attrezzato, D'Alessandro:«indagine per verificarne utilizzo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il capogruppo del Pd alla Regione Abruzzo Camillo D’Alessandro ha scritto al presidente dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori Giuseppe Brienza.


Proprio a lui l'esponente della minoranza ha chiesto l'apertura formale di una inchiesta sull'utilizzo della sopratassa sull'asse attrezzato di recente introduzione, ma non solo.
Proprio stamane sulla stampa nazionale il presidente Brienza ha ribadito l'obbligo, da parte dell'Anas, di reinvestire il gettito derivante dai nuovi pedaggi, sull'utilizzo dei raccordi, completamente in infrastrutture sui territori da cui i pedaggi provengono facendo presente che in alcuni casi ciò già accade. Ma non in Abruzzo.
«Un presidente di una Regione consapevole del suo ruolo – spiega D'Alessandro – attiva questo livello di contenzioso istituzionale, mentre un presidente figurante subisce in silenzio l'arbitrio, il saccheggio. Da Chiodi non una parola su pedaggio sull'asse attrezzato, ma ora si faccia in modo che quel gettito si trasformi in entrate certe da destinare alle infrastrutture in Abruzzo».
Per l'esponente del Pd, in pratica, le affermazioni del presidente dell'Autorità di Vigilanza stabiliscono un principio di fondo, ovvero che il gettito proveniente da una convenzione sull'utilizzo di una infrastruttura di un territorio deve tornare a quel territorio. Ciò vale anche per le autostrade.
«Il gestore privato dell'autostrada abruzzese versa allo Stato, ogni anno, come royalties, circa 50 milioni di Euro», continua D'Alessandro. «Quei soldi devono tornare in Abruzzo non possono essere utilizzati per finanziare infrastrutture in altre Regioni, questa è la battaglia da fare, sollevando in ogni sede Istituzionale tale principio»
«Se Chiodi - conclude D'Alessnadro - con le balbettanti amministrazioni provinciali e comunali di Chieti e Pescara, con gli inutili parlamentari di centrodestra abruzzesi, non sono riusciti ad evitare il balzello almeno si attivino affinchè quei fondi vengono restituiti all'Abruzzo, se vale per Roma, vale anche per la nostra Regione».
E' tra i poteri dell'Autorità di vigilanza, organo collegiale, quelli ispettivi, sanzionatori ed ordinatori. Il capogruppo del PD con la sua richiesta chiede che l'Autorità apra una inchiesta, un fascicolo Abruzzo.
«Spero - conclude D'Alessandro - che la mia richiesta generi conseguenze positive, ma non mi fermerò qui. Non escludo di rivolgermi ad ogni autorità per il rispetto di quanto affermato e sostenuto da una autorità indipendente, qual'è l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Chiodi preferisce difendere il suo percorso politico personale, io difendo l'Abruzzo».

14/07/2010 16.30