Fossa, Giacomantonio lascia Consiglio. «Troppi silenzi post terremoto»

Alessandro Biancardi

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FOSSA. Due consigli comunali in sei mesi e la consigliera Berta Giacomantonio esce dalla maggioranza.

Lo ha annunciato personalmente Giacomantonio, già assessore alla cultura.
In una nota l'esponente di centro sinistra dichiara che adesso spera «siano chiare le reali motivazioni che mi impediscono di continuare a far parte di una tale maggioranza politica».
Oggi si terrà il secondo consiglio comunale convocato dal sindaco del Comune di Fossa, Luigi Calvisi: «come consigliere comunale», denuncia la dimissionaria, «ritengo sia oltremodo grave che un Comune, come quello di Fossa, che ha subito la devastazione del terremoto dalla quale è derivata tutta la gran mole di problematiche e problematicità amministrative che, come tutti ben sappiamo si stanno affrontando, convochi solo due consigli comunali in ben sei mesi. Se ciò poteva essere possibile, seppur anomalo, durante periodi di normalità amministrativa, oggi questo atteggiamento di arroganza politica, continua ad essere il cardine di un modus operandi che sceglie di mandare in deroga qualsiasi buona volontà di democrazia partecipata iniziando proprio da quello che dovrebbe essere l'organo e strumento base della stessa: il Consiglio Comunale».
All' 11 Aprile scorso ben due interrogazioni riguardanti “la consistenza economica delle donazioni pervenute al Comune di Fossa ed il loro utilizzo”, ed i “criteri adottati per l'assegnazione dei MAP ed i reali diritti di ciascuno degli assegnatari”.
«Sono domande», spiega la consigliera, «alle quali da più un anno a questa parte non è stata data alcuna risposta ufficiale né tanto meno informale». Sempre all'11 aprile risale una mozione per la “Costituzione di una Commissione per la ricostruzione”, «poiché la complessa e delicata fase della ricostruzione sia in ogni suo stadio, cosa democraticamente partecipata – anche e soprattutto dalla stessa cittadinanza – e non continua gestione burocratica e ristretta nelle mani della sola persona del sindaco e del suo “governo ombra».
«L'auspicio», chiude Giacomantonio, «è quindi che il 5 Luglio del 2010, a quindici mesi dal sisma, a queste domande siano finalmente date delle risposte concrete, ma che soprattutto sia l'inizio di una gestione più trasparente e realmente partecipata».

05/07/2010 10.12