Errore di convocazione del Consiglio: protesta dell’opposizione

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Proteste e “occupazione della sala consiliare” da parte dell’opposizione per una convocazione non regolarmente notificata.


Con provvedimento datato 16 giugno il presidente ha convocato il consiglio comunale per il giorno 23 alle ore 10,30.
Alle ore 19,00 circa del 22, tuttavia, è stato recapitato ai singoli consiglieri un comunicato a firma del segretario comunale con il quale si dichiarava che il Consiglio non si sarebbe tenuto per non meglio precisati motivi di irregolarità nella convocazione.
«Provvedimento abnorme», è stato il giudizio dei consiglieri Todisco, Cappelletti, D'Amario, De Monte, De Felice, Di Lorenzo, Paolini e Lando, che alle ore 10,30 di ieri si sono presentati puntualmente in sala consiliare ove si sono riuniti, sotto la direzione del vice presidente Todisco (vista l'assenza del presidente Baldassarre), per discutere degli argomenti del giorno.
«Nonostante le reiterate richieste orali e scritte», ha spiegato Di Lorenzo, «la segretaria comunale si è praticamente rifiutata di partecipare alla riunione. Contestualmente ha omesso di mettere a disposizione dei consiglieri la indispensabile documentazione (originale dell'avviso di convocazione con pedisseque relate di avvenuta consegna in favore dei consiglieri, minute delle delibere di cui all'ordine del giorno, originale delle interpellanze ed interrogazioni a suo presentate)».
Preso atto di tale comportamento il presidente Todisco non ha potuto fare altro che dichiarare sciolta la seduta.
Una protesta che conferma ancora una volta quale clima si respiri in città e che le riserve nei confronti della giunta Di Quinzio non si siano affatto attutite.
«E' ovvio», ha aggiunto Di Lorenzo, «che la segretaria generale dovrà rispondere del comportamento oggi tenuto davanti alle competenti autorità sia amministrative che giudiziarie (prefetto, Procura della Repubblica presso il tribunale, procura della Repubblica presso la Corte dei Conti).
«E', invece, assordante», ha continuato Di Lorenzo, «il silenzio serbato sulla vicenda dal sindaco il quale, venuto a conoscenza della questione, si è letteralmente "nascosto" all'interno della sala nella quale stava presiedendo una non meglio identificata riunione, così ribadendo (ammesso che ve ne fosse bisogno) il più assoluto disinteresse per le funzioni proprie del Consiglio e comunque l'insofferenza nei confronti delle regole che disciplinano la vita democratica di un ente locale».

24/06/2010 10.31