Bop, Radica(Pd):«Provincia di Chieti li rinegozia. Banche uniche a guadagnarci»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Con la delibera 198 la Provincia di Chieti ha approvato la rinegoziazione dei Bop, i buoni ordinari Provinciali emessi nel 2003 e 2004 per un totale di € 71.663.000,00.


La rinegoziazione dei Bop consiste nell'allungare la scadenza di cinque anni (dal 2023 al 2028 e dal 2004 al 2029).
«La Provincia», spiega il consigliere provinciale del Pd, Angelo Radica, «ha motivato tale rinegoziazione con la necessità di perseguire una scadenza finanziaria che miri al rafforzamento della solidità del proprio bilancio da realizzarsi attraverso politiche finalizzate al contenimento degli oneri di rimborso dell'indebitamento in essere e alla riduzione del profilo di rischio dell'indebitamento medesimo».
Questi gli intendimenti che, però, secondo Radica produrranno in realtà altri effetti: «è vero che si “liberano” circa 1.4 milioni di euro all'anno di risorse vincolate ma chi ci garantisce che queste spese vengono utilizzate per spese d'investimento e non per spese di gestione? Io penso che molte risorse verranno utilizzate per la spesa corrente vanificando lo sforzo di risparmio che ci viene chiesto da più parti».
Allungando il debito, inoltre, sostiene sempre il consigliere del Pd, «si ingessa ulteriormente la capacità di accedere agli investimenti e si rinvia l'onere su chi verrà dopo e si rimane ancora ostaggio delle banche che tanti danni hanno fatto alle pubbliche amministrazioni stimolandole ad accedere al mondo dei cosidetti derivati».
Radica ha votato contro questa delibera. Perchè? «Perché la ritengo pericolosa, dannosa e negativa per la nostra Provincia mentre è vantaggiosa per le banche che guadagneranno ancora sul prolungamento della scadenza e con le spese per il perfezionamento dell'operazione».
I BOP come i BOC (comunali) e i BOR (regionali) hanno una lunga storia; tante sono le ersperienze negative (in primis Catania e Milano) poche quelle positive.
«Sono nati nel 1994», ricorda Radica, «per consentire agli Enti Locali (Regioni, Province e Comuni) di finanziare le loro opere pubbliche emettendo obbligazioni. Se ad esempio un Comune vuole costruire un impianto sportivo, può reperire i fondi necessari emettendo obbligazioni e vendendole nel mercato obbligazionario. Il limite di questa formula è che comunque l'Ente Locale si continua ad indebitare e quindi non fa altro che spostare il problema finanziario nel tempo. Anche la Provincia di Chieti, in cambio di qualche spicciolo che in parte sarà speso per spese correnti, allungherà il debito peggiorando la capacità di spesa finanziaria».

10/06/2010 12.20