«Palazzo d'Avalos abbandonato a se stesso». Sigismondi (Pdl) interroga sindaco

Alessandro Biancardi

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VASTO. «Palazzo d’Avalos senza nessuna Gestione». Sigismondi (Pdl) attacca l’amministrazione comunale.

«Il Palazzo d'Avalos, uno dei monumenti storici più rappresentativi della città, nonché sede dei musei civici, continua a rimanere chiuso».
L'apertura del Palazzo nei soli giorni festivi, è assicurata dalla presenza di un solo dipendente comunale, che, nonostante il suo prezioso impegno, non può contestualmente occuparsi della biglietteria, delle guide turistiche, e della sorveglianza.
A sottolineare l'anomala situazione è Etelwardo Sigismondi, consigliere comunale del Pdl e Coordinatore cittadino dello stesso partito.
«Il sindaco Lapenna – ha detto Sigismondi - in più di una occasione aveva annunciato la sua intenzione di valorizzare il Palazzo. Visti i risultati, ci domandiamo quale strano concetto di valorizzazione abbia in mente Ricordiamo infatti – ha proseguito - che nel tentativo di dare a Palazzo d'Avalos una nuova gestione estromettendo la cooperativa sociale che per ben undici anni si era presa cura della storica residenza dei
Marchesi (durante i quali aveva acquisito professionalità e competenza nel settore e che nel contempo dava lavoro a ben venti persone tra cui, cosa più importante, anche a persone diversamente abili), nel mese di dicembre scorso, aveva approvato una delibera che fu successivamente annullata dal Tar il quale ha imposto al Comune di Vasto, così come sempre ricordato da questa parte politica, un bando pubblico per la gestione del d'Avalos».
Da quel momento, il Palazzo d'Avalos rimane chiuso per gran parte della settimana proprio in un periodo, quello estivo, in cui più numerose sono le presenze dei turisti.
«L'approssimazione dell'amministrazione Lapenna – ha detto il coordinatore cittadino del Pdl - si è inesorabilmente abbattuta con gravi effetti anche sulla residenza dei Marchesi d'Avalos ed è riuscita quindi a mortificare anche questa struttura».
Ad oggi, a distanza di diversi mesi dalla sentenza del Tar, il Comune non ha ancora provveduto ad emanare un bando per la gestione.
Sigismondi ieri mattina ha protocollato una interrogazione urgente per capire, visto l'arrivo della stagione estiva, quali azioni il sindaco e l'amministrazione comunale vogliono intraprendere a breve termine «per far sì che quel grande patrimonio storico e culturale possa essere fruibile da tutti».

10/06/2010 9.04