Celano, slitta bilancio. Rissa Piccone-minoranza:«liberatevi di quel perdente»

Alessandro Biancardi

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CELANO. Consiglio comunale infuocato venerdì scorso a Celano quando il sindaco Filippo Piccone ha rinviato l’approvazione del bilancio consuntivo 2009. CANTELMI: «NON SONO ASSOLUTAMENTE FRUSTRATO»

«E' stato un rinvio dovuto alla superficialità con il quale il primo cittadino pensa di gestire, da Roma, una città importante come Celano», hanno contestato i consiglieri comunali d'opposizione del gruppo “Unitinsieme per Celano”.
«Questo sindaco è stato certamente legittimato dal voto popolare», hanno continuato i consiglieri «ma, come da noi ampiamente previsto, non è in grado di garantire con il dovuto impegno e la necessaria presenza una gestione seria della cosa pubblica».
Dopo soli quattro consigli comunali, in uno dei quali il sindaco è stato assente, già diversi punti all'ordine del giorno sono stati ritirati o rinviati «per gravi inosservanze regolamentari e normative».
«Quello che ci preoccupa e che deve preoccupare i cittadini», contestano ancora i consiglieri, «è il fatto che il sindaco, ancora una volta, pensa di sopperire alla sua assenza con la nomina di uno staff, costituito da alcuni giovani di sua scelta, ottimamente remunerati con il denaro dei cittadini e che sono stati a lui vicino in campagna elettorale: tutti assunti senza concorso. Tutto questo», hanno detto ancora i consiglieri, «alla faccia dei tanti giovani e delle professionalità disponibili oggi a Celano che ancora una volta devono assistere a quella gestione puramente clientelare della politica che toglie a chi ha merito ogni possibilità. Noi sappiamo che Celano ha scelto Piccone e che siamo minoranza ma abbiamo il diritto e soprattutto il dovere di occuparci con impegno e serietà delle questioni che riguardano la nostra città, a partire dal Consiglio comunale e nel pieno rispetto di chi ci ha votato ma anche di chi non ci ha scelto e che già oggi non condivide questo modo di operare».
Il primo cittadino non si è sentito particolarmente toccato dalle accuse e ha parlato di «solita opposizione inutile, faziosa e strumentale che, anziché proporre, come sempre sa solo accusare e dire no. Un film già visto con un capogruppo (Carlo Cantelmi, ndr) che continua a perdere ma che non ha il coraggio e l'onestà intellettuale di farsi da parte», ha detto Piccone.
«Sarebbe questo un gesto dovuto, dopo esser stato ripetutamente bocciato dalla città», ha insistito il senatore del Pdl. Per Piccone «la rabbia e la frustrazione da sconfitta» del capogruppo di minoranza «lo porta a mistificare la realtà».
Da qui l'invito del primo cittadino rivolto alla minoranza: «toglietevi di torno il perdente, che ha poco a che fare con la politica, essendo preso più da rabbia e frustrazione personale che da un vero interesse alle vicende politiche ed amministrative della sua città».
«Invece di tentare di metterla sul personale», ha replicata ancora una volta unita la minoranza, «cosa non molto elegante per un Senatore della Repubblica, risponda nel merito delle questioni e pensi piuttosto a tenere maggiormente in conto tutti i consiglieri della sua maggioranza. Cerchi di fare bene il proprio compito, al nostro, se permette, ci pensiamo noi».

31/05/2010 15.22

CANTELMI: «NON SONO ASSOLUTAMENTE FRUSTRATO»

«E' vero, non abbiamo vinto le elezioni», replica Carlo Cantelmi. «Credo, tuttavia, che Celano abbia la necessaria maturità per giudicare e valutare le persone e come sono andate le cose. So di godere della stima (e quella non si compra) di gran parte della nostra città», continua il capogruppo di opposizione, «ed anche di coloro i quali non mi hanno votato e che lo avrebbero fatto tranquillamente se solo avessero potuto».
Cantelmi rivolge un invito al primo cittadino: «lasci perdere gli attacchi personali, non fanno onore a chi riveste la carica di Senatore e risponda nel merito delle cose. E lo voglio rassicurare, visto che è anche coordinatore del partito dell'amore: sono sereno, non assolutamente frustrato, vivo tranquillamente perché libero da ogni condizionamento, soprattutto il suo, con tanti cittadini che ogni giorno mi rinnovano il loro affetto e la loro stima. A Piccone dico, pertanto, di pensare piuttosto a lavorare bene per Celano e stia tranquillo che se farà cose buone noi gli daremo una mano. Buon lavoro, Sindaco, e pensi alle cose serie». 01/06/10 14.40