Carceri abruzzesi, Ruffini: «fatto poco per condizioni detenuti»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Il Consigliere regionale del Pd, Claudio Ruffini, torna a sollecitare l’assessore Paolo Gatti con una lettera in cui si chiede all’assessore alle Politiche del Lavoro che fine hanno fatto le misure per migliorare la situazione dei detenuti delle carceri abruzzesi.
«Sono ormai trascorsi quasi 5 mesi dalla seduta del 30 dicembre del 2009 (seduta del bilancio regionale), in cui era stato approvato un emendamento, di cui ero primo firmatario, che mirava a finanziare una serie di azioni per il recupero sociale dei detenuti», continua Ruffini. «Ad oggi devo rilevare che poco è stato fatto per migliorare la condizione dei detenuti nelle carceri abruzzesi. Le risposte che auspicavamo, infatti, non sono arrivate e la situazione sociale delle nostre carceri continua in maniera ineludibile ad aggravarsi».
Nell'emendamento presentato dal Pd si stabiliva che entro 60 giorni dall'approvazione della legge di bilancio regionale, la Giunta regionale avrebbe dovuto approvare un piano di finanziamento per il reinserimento sociale, formativo e lavorativo delle persone detenute negli Istituti penitenziari abruzzesi, che si rendevano possibili grazie all'utilizzo del Fondo Sociale Europeo.
«Non posso, quindi, che denunciare questo mancato impegno della Giunta Regionale rispetto alla previsione normativa. Infatti, non può essere considerata risolutoria o soddisfacente la modesta misura prevista nell'Avviso Regionale per l'Inclusione Sociale, che già rientrava nella programmazione del 2007, e che non può minimamente essere assimilata ad un “piano”, come prevede espressamente la legge», aggiunge il consigliere regionale.
Ruffini ritiene che l'adozione di questa misura attuativa sia insufficiente a fronteggiare da sola l'emergenza carceri in Abruzzo e non può in alcun modo sollevare la Giunta dagli impegni presi in sede di Consiglio Regionale.
«Vorrei ricordare ancora una volta all'Assessore Gatti, l'operato e le iniziative messe in campo da altre regioni italiane, peraltro vicine politicamente alla Sua maggioranza, che hanno affrontato con molto impegno tale problematica sociale».
In particolare segnalo che sono diverse le regioni e gli enti locali italiani (vedi Lombardia e Lazio, ma anche il Comune di Milano) che hanno siglato Protocolli d'intesa per il recupero e il reinserimento lavorativo delle persone detenute, costruendo un vero e proprio percorso personalizzato di inserimento lavorativo attraverso l'attivazione di tirocini formativi e di orientamento oppure con l'incentivo di una borsa lavoro.
«Ho ritenuto inoltre opportuno dover sottoscrivere la proposta di legge regionale Istituzione dell'Ufficio del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale” presentata dai Consiglieri regionali Acerbo-Saia», aggiunge Ruffini, «la situazione delle nostre carceri ripropone con forza la necessità dell'istituzione del garante dei detenuti al fine di contribuire a garantire i diritti di tali persone nell'ambito delle materie di competenza regionale».

26/05/2010 8.51