Sanità, confusione sul San Liberatore: si rischia la frattura nel Pdl

Alessandro Biancardi

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ATRI. «Se l'assessore alla Sanità Lanfranco Venturoni dovesse confermare le dichiarazioni che abbiamo letto nei giorni scorsi sulla stampa, siamo pronti a riconsegnare nelle mani del coordinatore regionale tutti i nostri incarichi politici».

IL PD DI ATRI ANNUNCIA BATTAGLIA


I due coordinatori atriani del PdL, Domenico Felicione e Francesco Filiani, si dicono «indignati» dal vortice di notizie che in questi giorni circola intorno al futuro dell'ospedale San Liberatore.
«Notizie in totale contrasto – dicono i due dirigenti politici – con quanto lo stesso Venturoni affermò lo scorso 13 luglio nel corso del consiglio straordinario sulla sanità. In quella occasione lo abbiamo sentito tutti ripetere che l'ospedale atriano si avviava verso un potenziamento e che un suo ridimensionamento non era nei progetti. Ecco perché aspettiamo che lo stesso assessore chiarisca al più presto le intenzioni della Regione circa le sorti del San Liberatore».
Il PdL di Atri, in effetti, qualora il piano di riordino si dovesse rivelare per come viene anticipato in questi giorni, stenta a capire una serie di passaggi tecnici.
Ad esempio, a detta dei bene informati il binomio Teramo-Giulianova dovrebbe diventare il polo sanitario di eccellenza per evitare l'emorragia di pazienti verso ospedali di fuori regione.
«Noi la pensiamo diversamente – sottolineano ancora Filiani e Felicione -. Noi crediamo che per fare questo bisogna creare poli di eccellenza sul territorio. Non reparti fotocopia ma poli specializzati in diverse patologie sparsi sulla provincia. Ecco perché abbiamo sempre auspicato che i soldi pubblici possano essere impiegati per potenziare ciò che già esiste e non creare scatole vuote».
«D'altra parte», continuano i due, «la Asl di Teramo è la quinta peggior Asl d'Italia per mobilità passiva e non si può certo sperare che tutto questo si blocchi accentrando tutto sull'asse Giulioteramano. Ricordiamo che sino ad oggi abbiamo lavorato all'interno del Piano strategico dell' ”Area Vasta”, insieme a 14 Sindaci del comprensorio, per capire e, pensiamo, dimostrare l'effettiva potenzialità e strategicità del presidio ospedaliero di Atri».
Filiani e Felicione si augurano che «il senso di responsabilità e di misura sin qui tenuti dai vertici della Pdl di Atri» non siano scambiati per un segno di debolezza «o peggio di acquiescenza a progetti di ristrutturazione che mai e poi mai potranno trovare la complicità dell'intera classe dirigente atriana».
Ma critiche arrivano anche dal Pd. «Assistiamo da oltre un anno agli annunci di Venturoni su come riorganizzare la sanità in provincia di Teramo, senza avere la prova di queste decisioni. Dove sono gli atti e i provvedimenti?dov'è si trova il progetto di sanità che Venturoni racconta?» chiedono Claudio Ruffini e Giuseppe Di Luca.
Secondo i consiglieri regionali «sembra di assistere ad una fiction dove sono in molti a recitare dei copioni scritti dall'unica persona che ha un ruolo preciso, ovvero il regista Giulio Tremonti».
«Non si comprendono e non si giustificano i tagli previsti da Venturoni rispetto agli obiettivi che ci propone.Quale modello di sanità ha in mente Venturoni? Francamente non si capisce quali siano le sue intenzioni e se sono le stesse di Chiodi e del resto della maggioranza», aggiungono Ruffini e Di Luca.
L'unica cosa chiara, per i due esponenti del Pd, «è che Venturoni non ha un ruolo, è una sorte di assessore in cassa integrazione, oltre a non avere in mente né un progetto né una strategia per la rete ospedaliera della nostra Provincia. Ma non è chiaro nemmeno chi prende le decisoni: è il ministro Fazio? E' Chiodi? E' Venturoni o la Baraldi? Insomma siamo difronte al solito spot di una giunta regionale incapace di prendere decisioni importanti, con gli assessori regionali che a turno fanno da megafono per il Governo regionale e nazionale».
«Atri non può essere il nosocomio dei cronici di tutta la provincia di Teramo», insistono i due. «Va bene razionalizzare reparti e personale ma alcuni servizi sanitari utili come il pronto soccorso, la medicina d'emergenza e la radiologia vanno salvaguardate come altri eventuali servizi sanitari che possono diventare eccellenze, vedi il caso della endoscopica».
Ruffini e Di Luca si sono dichiarati pronti a confrontarsi con Venturoni e il centrodestra «su un progetto di sanità che possa rappresentare una svolta per l'Abruzzo».

05/05/2010 17.36

IL PD DI ATRI ANNUNCIA BATTAGLIA
Anche il Partito Democratico di Atri esprime «sconcerto e preoccupazione» per le dichiarazioni dell'assessore Venturoni: «ci battiamo da anni contro le decisioni scellerate dei governi regionali che, in maniera tanto cinica quanto miope, hanno programmato e provocato il progressivo depauperamento dell'ospedale di atri fino a sancirne il declassamento a mero cronicario», dice il segretario Herbert Tuttolani.
«Il Partito Democratico, che ha incessantemente promosso iniziative in difesa dell'ospedale san liberatore, non ha certo intenzione di rassegnarsi e di accettare supinamente scelte che puniscono e impoveriscono un vasto territorio e non solo Atri; siamo pronti a iniziative eclatanti e spera di poter fare fronte comune con tutte le forze politiche e sociali atriane e non, con tutti i cittadini di Atri e dei comuni limitrofi, perche' dinanzi a una tale minaccia, grave e concreta, bisogna essere uniti e determinati».
06/05/10 9.22