Giulianova, negozi aperti 1° maggio. Sinistra insorge, Mastromauro: «legittimo»

Alessandro Biancardi

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GIULIANOVA. E' scontro a Giulianova per l'apertura dei negozi il prossimo 1° maggio, festa del lavoro.
La Federazione della Sinistra ha denunciato, infatti, «l'assoluta illegittimità» del provvedimento adottato dal sindaco Mastromauro, che consentirà l'apertura degli esercizi commerciali nella giornata di sabato prossimo, giorno in cui cade la Festa Nazionale del Lavoro.
Un provvedimento unico nel suo genere destinato a far discutere.
«La normativa regionale in vigore», ricorda la Federazione della Sinistra, «inserisce infatti tale data fra quelle per le quali è prevista l'obbligatorietà della chiusura degli esercizi commerciali, riconoscendo in questa maniera il ruolo centrale ed irrinunciabile del Lavoro quale fondamento della Costituzione repubblicana, e l'intangibilità della festa ad esso dedicata».
La Federazione sottolinea «l'assoluta mancanza di sensibilità da parte del sindaco Mastromauro rispetto ad uno dei principi basilari dello Stato Italiano» e giudica l'ordinanza emessa non soltanto «illegittima», ma anche «del tutto inopportuna ed irresponsabile: paradossalmente i commercianti che dovessero, in forza di tale illegittima ordinanza, aprire i propri esercizi, commetterebbero una violazione della legge regionale n. 11/2008, che li esporrebbe a pesantissime sanzioni amministrative».
Cosa fare allora? Rischiare o non rischiare?
La Federazione della Sinistra di Giulianova, «a difesa dei valori inviolabili e supremi del lavoro e della legalità, ed al fine di evitare che i commercianti giuliesi siano esposti a rischi di sanzioni amministrative» invita il sindaco Mastromauro «all'immediato ritiro dell'ordinanza e, laddove ciò non avvenga, richiede al Prefetto di Teramo di intervenire con tempestività ed in maniera risolutiva».

28/04/2010 9.09

MASTROMAURO: «PROVVEDIMENTO LEGITTIMO»

L'ordinanza che prevede la facoltà di apertura dei negozi per il 1 maggio «è legittima ed opportuna».
Lo sostiene il sindaco Francesco Mastromauro richiamando il comma 132 dell'art. 1 della legge regionale 16 luglio 2008. «Come è stato debitamente evidenziato nel testo dell'ordinanza – dice in proposito il primo cittadino – la nostra città è esclusa dalle previsioni, limitate esclusivamente a quei comuni nel cui territorio esistono i centri commerciali, che impongono la individuazione delle giornate di deroga alla chiusura obbligatoria dei pubblici esercizi. In altri termini è vero che la legge regionale indica alcune date, tra cui il 1 maggio, come giorni obbligatori di chiusura. Ma è anche vero che sono previste delle deroghe. Certo – aggiunge il sindaco Mastromauro – è ben strano che chi ha tanto a cuore la Festa dei lavoratori, poi dimentichi il dramma che si sta vivendo a causa della mancanza di lavoro. Forse perché chi tuona, ha uno stipendio assicurato. Qui, voglio sottolinearlo con decisione, non si tratta di disconoscere il valore simbolico, educativo e culturale del 1 maggio, ma di fronteggiare con ogni misura, e d'intesa con tutti i commercianti che hanno avanzato proprio questa richiesta, una crisi economica estremamente grave. Non è un caso che comuni grandi e piccoli di ogni parte d'Italia abbiano previsto deroghe all'apertura dei negozi per il 1 maggio. Una deroga adottata soprattutto in quelle località che, come la nostra, hanno una vocazione turistica. Napoli e Torino sono forse le città più note. Ma, per rimanere nelle nostre zone, anche i mei colleghi di Roseto degli Abruzzi, Alba Adriatica e Tortoreto hanno ritenuto opportuno assumere una analoga decisione».    
 
28/04/10 12.53