Ambiente Spa. Di Girolamo (Pd):«per farmi fuori, il Pd fa accordi con Pdl»

Alessandro Biancardi

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PESCARA. «Non capisco perché il mio partito non esca allo scoperto per denunciare questo episodio grave: il Pd “di Castricone” preferisce fare accordi con il centrodestra estromettendo gente del Pd ma dell’ala di Antonio Di Marco».

E' Antonio Di Girolamo, esponente del Pd cittadino, che svela i retroscena della nuova lotta intestina al Partito Democratico, venuta a galla per le nuove nomine del Cda di Ambiente Spa, la società pubblica che si occupa di raccolta dei rifiuti ed igiene urbana in oltre 30 comuni del pescarese.
Battaglie e polveroni utili a tutti per ritagliarsi (o assicurarsi?) un posto nei Cda di prossima nomina.
Ora il nuovo consiglio d'amministrazione di Ambiente Spa è formato dal presidente Massimo Sfamurri, dal vicepresidente Riccardo Padovano e il consigliere Luciano Di Lodovico. Nel collegio sindacale sono stati eletti Carlo Garofalo (presidente), Luca Di Zio e Antonino Cosenza, e come supplenti ci saranno Danilo Di Costanzo e Antonino Montemurro.
«Il Cda non è rimasto lo stesso, come vuol far credere il presidente Sfamurri: c'ero io e c'erano due revisori dei conti che ora non ci sono più», ha spiegato Di Girolamo, «hanno fatto un accordo con Sospiri e col centrodestra. Alla gente fanno credere che l'opposizione al centrodestra e poi però ci fanno gli accordi a scapito del partito di cui fanno parte».
«E' successo tutto- ha proseguito- perché io sto e milito per la frangia del partito che fa riferimento a Di Marco, sindaco di Abbateggio, mentre Sfamurri e gli altri sono dell'ala dell'attuale segretario provinciale Antonio Castricone. Un partito normale torna ad essere unico anche dopo le primarie».
Di Girolamo ha parlato di un accordo (nemmeno troppo segreto) del Pd con il centrodestra per la spartizione delle poltrone nel Cda.
«L'accordo potrebbe risalire anche a qualche mese fa,», ha ricostruito Di Girolamo, «cioè da quando il Comune di Pescara ha messo come consigliere nel Cda, Riccardo Padovano, ora uomo di Mascia. Dopo l'accordo hanno piazzato Padovano come vicepresidente e due revisori».
«Sono rimasto deluso da Sfamurri, - ha affermato con amarezza- mi aspettavo dicesse almeno una parola sul mio operato o sul mio comportamento che è stato sempre lineare: io non mi sono fatto mai mettere il cappello in coccia da nessuno. Invece nulla, quasi un'offesa per me e per gli iscritti. Nel comunicato che ha inviato mente dicendo che nel Cda non è cambiato nulla e che va tutto bene».
Di Girolamo va subito al punto dichiarando: «i veri fautori di tutta questa storia sono stati il sindaco di Pianella D'Ambrosio e il segretario provinciale Castricone, ma questo lo sanno tutti, eh!».
Esautorandola non aumentano il rischio che lei “parli”?
«Io parlo solo politicamente... non di altro».
Ma il clima che si respirava all'interno del Cda a seguito della notizia che c'è una maxi-inchiesta sui rifiuti qual è?
«Il nostro Cda ha sempre operato correttamente e linearmente, quindi non c'è paura», ha garantito l'ex consigliere d'amministrazione.
Intanto fervono i preparativi per una grande conferenza stampa preparata dai vertici del Pd, come ha assicurato Di Girolamo, «perché non può passare in silenzio una cosa del genere: chi l'ha fatta deve pagare politicamente davanti agli iscritti del Pd».

DI MARCO: «UNA VERA E PROPRIA IMBOSCATA»

«C'è stata una cordata di area di centrosinistra, maggiormente il Pd», ha raccontato Antonio Di Marco, molto legato all'ex sindaco Luciano D'Alfonso, «che aveva stretto accordi bilaterali con l'area di centrodestra escludendo una parte del partito provinciale che fa riferimento a me. In buona sostanza un'imboscata vera e propria».
«La cosa strana – ha continuato- è che Castricone due giorni fa aveva detto in conferenza stampa che non si facevano accordi con l'amministrazione di centrodestra di Montesilvano, quando invece l'aveva consentito un giorno prima con Ambiente spa».
«Nella prossima assemblea provinciale ci dovranno spiegare perché queste scelte non sono passate per il partito come era stato già deciso», ha incalzato Di Marco.
«Adesso bisogna vedere che nomina fa Ambiente spa, cioè il presidente Sfamurri, per il suo braccio operativo, la società Ecologica, visto che ci sono già delle scelte concordate per Ecologica», si è chiesto il sindaco di Abbateggio.
Ci sarebbe già una decisione della direzione provinciale del Pd che potrebbe essere la svolta nella gestione di queste società pubbliche, qualora venisse applicata.
«La classe dirigente degli enti strumenti qualificata -ha illustrato Di Marco- con titoli appropriati, di comprovata esperienza e competenza perché si tratta di società pubbliche anche se gestite con privati».
Così, mentre si discute di equilibri, poltrone, lottizzazione, frange di partito, assemblee e conferenze stampa, l'emergenza rifiuti diventa uno spettro sempre più reale per l'Abruzzo. Per non parlare della bassissima percentuale di raccolta differenziata della città di Pescara.
Se ne parlerà nella prossima conferenza stampa?

Manuela Rosa 17/04/10 13.52