Fondi europei. Pd:«quanti dubbi sui soldi pubblici per i Gal»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il Gruppo regionale del Partito Democratico denuncia «lo strano percorso» di un bando per attribuire i fondi ai Gal, il gruppo di azione locale costituiti da soggetti pubblici e privati.
La questione riguarda l'attribuzione dei Fondi Europei destinati alle aree rurali della regione mediante un Piano di Sviluppo Locale assegnati fino al 2008 ai sette Gal già esistenti secondo specifici criteri.
«Oggi l'assegnazione è stata stravolta – sostiene il capogruppo del Pd Camillo D'Alessandro – e non per inefficienza del precedente percorso ma semplicemente per una chiara scelta politica. Dico questo perché stranamente il criterio decisivo per l'attribuzione delle economie è l'adesione al Gal del Parco Nazionale. Il Parco può scegliere di stare su un solo Gal e quindi la sua scelta diventa decisiva ai fini dell'attribuzione del massimo punteggio».
D'Alessandro domanda: «con quale discriminante il Parco decide di aderire ad un Gal piuttosto che ad un altro? E ancora: come mai sono state escluse le Comunità Montane? Ma il cerchio si chiude quando si viene a sapere che il commissario del Parco Nazionale della Maiella è il Capogruppo regionale del Pdl Giuliante e, quindi, da un politico, da un uomo di parte, la cui scelta di adesione ad un Gal piuttosto che ad un altro sarà determinante. Segnalo, inoltre, che la scadenza del bando è stata prorogata e mi viene da chiedere se qualche nuovo Gal si sia costituito proprio durante questa proroga».
D'Alessandro chiede inoltre come mai «ben prima della pubblicazione dei bandi, e quindi dei nuovi criteri, cioè la presenza dei Parchi, in Provincia a Chieti è stato votato, a maggioranza di centrodestra, un ordine del giorno che prevedeva la costituzione di nuovi Gal proprio con la presenza del Parco, come facevano a saperlo prima che il bando fosse stato pubblicato?»
Il Gruppo del PD manifesta una preoccupazione per eventuali ricorsi che potrebbero mettere in atto i Gal eventualmente esclusi.
«Abbiamo presentato la questione in Commissione regionale agricoltura – concludono i consiglieri del PD – e non siamo stati ascoltati ora ci rivolgeremo alla Commissione Vigilanza».
«Il bando regionale, così come voluto e concepito dalla Giunta Regionale secondo criteri di valutazione poco equilibrati, sta producendo in tutta la regione Abruzzo divisioni tra istituzioni e organizzazioni del territorio», denuncia Roberto Verrocchio della segreteria provinciale Pd di Teramo.
«Divisioni inutili, in un momento di grave crisi economica ed occupazionale, in cui il territorio e tutti gli attori economici, sociali ed istituzionali, hanno bisogno di essere uniti, di convogliare energie e sinergie e sicuramente sentirsi rassicurati dalle istituzioni per poter affrontare e superare, questo periodo di crisi».

16/04/2010 7.53

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