Ex palazzi scolastici. Del Prete: «il sindaco dovrebbe agire ma non lo fa»

Alessandro Biancardi

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VASTO. «La commissione d’inchiesta serve solo a far trascorrere altri anni per non fare nulla, lasciando che il sindaco Lapenna, su questa vicenda, continui a “lavarsi le mani”».


La pensa così Nicola Del Prete del coordinamento regionale Alleanza per l'Italia che si chiede a quale funzione dovrà assolvere la commissione tanto invocata.
Secondo quanto stabilito dal consiglio comunale nella seduta della scorsa settimana bisognerà far luce sull'iter amministrativo che, a Vasto ha portato alla ristrutturazione degli ex palazzi scolastici di Corso Italia.
La civica assemblea, in particolare, vuole verificare se gli edifici siano stati collaudati, se il valore ad essi attribuito sia stato congruo e fugare altre perplessità sull'operazione.
Alla ristrutturazione si arrivò sul finire degli anni '90 grazie ad un accordo di programma sottoscritto con l'impresa Edmondo di Pescara che, adesso, ha intentato una causa civile, rivendicando lavori supplementari costati oltre 200 mila euro in più.
«Ma non è forse sotto gli occhi di tutti», contesta oggi Del Prete, « che con l'accordo di programma fra Comune e privato, nel caso degli ex palazzi scolastici di corso Italia, è stato il privato a trarre profitto? E se non fosse stato così, perché mai un privato avrebbe dovuto investire nella ristrutturazione di un immobile pubblico, per fare un “favore” al politico di turno?»
Del Prete ricorda che in qualità di consigliere di minoranza denunciò «pubblicamente l'accordo capestro» e contestò in consiglio comunale «le cifre stimate sia per la parte pubblica che per quella privata, entrammo nel merito del progetto e pretendemmo che la scalinata di accesso ai palazzi ristrutturati non fosse una linea continua che avrebbe creato due piazze su due diversi livelli, limitando la spazialità di piazza Rossetti. Poi, come tutti sanno, ci furono le indagini e sappiamo  come andò a finire».
E venne l'amministrazione Lapenna, «che avrebbe dovuto affrontare con risolutezza il problema della verifica del collaudo», ricorda Del Prete. «Ma nessuno gli dava le carte. Intanto, si erano resi necessari importanti interventi manutentivi  dopo pochissimi anni dal completamento dell'opera.  Il problema è che l'attuale sindaco in scadenza, non ha voluto fare nulla di concreto in merito a questa vicenda, temendo il  contenzioso con la ditta esecutrice dei lavori».
13/04/10 11.19