L’Abruzzo che pedala: la proposta del Pd

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' stata presentata ieri mattina a Pescara la proposta di legge regionale “Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica”” del gruppo Pd regionale.


Tra i relatori del progetto di legge Claudio Ruffini (primo firmatario), il capogruppo regionale Camillo D'Alessandro, la consigliera regionale Marinella Sclocco, il consigliere Franco Caramanico, il consigliere Giuseppe Di Pangrazio.
Alla presentazione sono intervenuti anche il presidente regionale del Coni, Ermano Morelli, il presidente provinciale del ConiI Pescara, Enzo Imbastaro, oltre ad una nutrita rappresentanza di associazioni ciclistiche, cicloturistiche, poditische e ambientali della Regione Abruzzo.
«La legge si è resa necessaria», spiegano dal Pd, «visto che la legislazione regionale era carente di un tale provvedimento, una realtà invece in molte regioni italiane del centro-nord».
Un progetto di legge quello del Partito Democratico, che ha lo scopo di promuovere la ciclabilità e la ciclopedonalità in tutti i suoi aspetti, come elemento della mobilità sostenibile urbana ed extra-urbana nella Regione Abruzzo.
«L'obiettivo è duplice», spiega Ruffini: « da un lato consentire, attraverso percorsi sicuri e protetti, un reale utilizzo della ciclabilità come alternativa soprattutto al mezzo privato, dall'altro lato sviluppare in modo compiuto una politica turistica e ambientale fondata sull'uso delle due ruote e sulla riscoperta del nostro paesaggio. Ma il progetto di legge mira con forza a sostenere anche la mobilità pedonale attraverso la realizzazione ed il completamento di percorsi ciclabili e la creazione di una rete (interconnessa, protetta e dedicata) di itinerari ciclabili e ciclopedonali attraverso località di valore ambientale, paesaggistico, culturale e turistico anche con la creazione di una rete di punti di ristoro».
Importante anche l'aspetto pianificatorio del progetto di legge: province e comuni programmeranno gli interventi in favore della ciclabilità, completando e distribuendo sul territorio l'effetto applicativo del Piano regionale. La proposta, nel quadro delle indicazioni del Piano regionale della mobilità e dei trasporti e dei relativi piani di attuazione, destina una quota non inferiore al 10 per cento dei posti auto previsti, adeguatamente attrezzata, al parcheggio di biciclette.

Ma i comuni avranno anche altre possibilità: nella realizzazione di reti urbane o extraurbane potranno prevedere itinerari e piste ciclabili e ciclopedonali. Un ruolo importante quello assegnato agli Enti locali che per primi dovranno misurarsi non solo nella promozione dell'uso della bicicletta ma anche nel favorire la creazione di “nuovi spazi” che diverranno anche un modello sostenibile di concepire lo sviluppo edilizio del territorio.
Una sfida non facile visto che i numeri sulla ciclabilità in Abruzzo non sono confortanti:il rapporto Ecosistema urbano 2009 di Legambiente individua tra le peggiori città d'Italia per la ciclabilità (indice sulla ciclabilità calcola i metri equivalenti di piste ciclabili ogni 100 abitanti) due capoluoghi di provincia come Teramo e L'Aquila.
Un gap da colmare rispetto anche alla dimensione regionale della ciclabilità che vede l'Abruzzo molto indietro rispetto a tutte le regioni del centro-nord come Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Toscana, dove sono concentrate l'80 per cento delle piste ciclabili italiane, il 33 per cento nella sola Emilia-Romagna, mentre soltanto il 6 per cento nelle regioni meridionali (dati Legambiente rapporto 2Ambiente Italia”).

10/04/2010 10.04