De Magistris (Idv) «Ue vigila sui soldi spesi a L'Aquila»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. La commissione Controllo bilancio dell'Unione Europea vigilerà sul lavoro di quattro Regioni italiane, a partire dall'Abruzzo, colpito dal terremoto del 6 aprile 2009.


Lo ha annunciato ieri il presidente della commissione, l'europarlamentare Idv Luigi De Magistris, in Abruzzo per incontrare i cittadini.
L'ex pm di Catanzaro è stato a L'Aquila, Teramo e Pescara e ha spiegato di aver portato la questione dell'Abruzzo in Europa «inserendola nelle quattro regioni che saranno visitate dalla Commissione: la Lombardia, che ospiterà l'Expo 2015; l'Abruzzo, oltre a Campania e Calabria dove c'é la più alta emergenza criminale, per la gestione dei fondi pubblici».
Proprio la gestione dei fondi rappresenta uno dei motivi che spingeranno la Commissione a far visita alla città terremotata a fine estate, probabilmente a settembre.
Per De Magistris occorre, infatti, verificare «come procedono i lavori di ricostruzione, ma soprattutto come vengono spesi i soldi pubblici che le istituzioni europee hanno destinato all'Abruzzo, poco prima della fine del 2009, oltre 430 milioni di euro».
Non si è fatta attendere la replica della Protezione Civile: «De Magistris conosce bene la correttezza e la precisione con cui operiamo. Nella sua precedente attività di magistrato presso la Procura di Catanzaro ha, infatti, potuto verificare personalmente, in occasione delle indagini svolte nell'ambito della gestione rifiuti in Calabria, il comportamento e la coerenza dei funzionari del Dipartimento della Protezione Civile Nazionale».
Sempre ieri, su iniziativa dell'eurodeputato è stata aperta una sottoscrizione ad offerta libera, con la distribuzione di vignette realizzate da Staino che raffigurano una carriola con dentro il cuore per finanziare le spese legali delle persone denunciate domenica 28 marzo per avere manifestato con le carriole nella giornata elettorale.
«Tutto ciò che viene dal basso - ha detto De Magistris - che viene da persone di questa città, un popolo che ha sofferto, non è giusto definirlo strumentale. Mi auguro - ha proseguito De Magistris - che non ci sia una criminalizzazione del dissenso, cioé che queste manifestazioni pacifiche di popolo non vengano represse con arnesi giudiziari che appartengono a periodi storici che qualcuno pensa superati, ma che invece ritornano, in questo paese siamo ormai al neofascismo. Ho vissuto il terremoto dell'Irpinia, so quello che si prova; credo sia importante contrastare la voce della propaganda da regime in cui si dice che è tutto apposto».

«CHIODI E CIALENTE DEVONO ANDARE VIA»


Nel dibattito pescarese, prima dell'intervento dell'ex magistrato ha preso la parola anche il consigliere regionale Carlo Costantini che si è soffermato sul sisma abruzzese.
«Fino a quando L'Aquila non si libererà di Cialente e Chiodi non tornerà a volare», ha detto.
Costantini ha contestato il fatto che tutte le scelte sul sisma vengano prese da una sola persona: «in consiglio non abbiamo fatto niente», rivela, «abbiamo approvato solo una risoluzione. In Friuli dopo il sisma il Consiglio regionale ha fatto decine di leggi».
Stessa decisione univoca sulla Sanità commissariata «per la quale si spende l'80% del budget regionale».
L'esponente dell'Idv ha poi parlato anche della vicenda San Stefar vista la presenza di alcuni lavoratori che da più di un anno non ricevono lo stipendio: «il Governo non muove foglia», ha detto Costantini, «ma sta aspettando per farvi il funerale e spartire l'eredità».
«Ormai ci fanno morire», ha confermato qualche lavoratore dalla platea, «manca poco, veramente poco».

«OGGI PEGGIO DI TANGENTOPOLI»


L'ex magistrato della procura di Catanzaro ha preso poi nuovamente la parola e si è soffermato sul confronto tra la corruzione di Tangentopoli e quella attuale.
«Oggi il problema è ben più vasto del 1992», ha detto. «I criminali si sono raffinati, certa politica e certa impresa si sono unite e hanno creato il partito trasversale della spesa pubblica, la mafia è diventata imprenditrice e la magistratura in questi ultimi 20 anni si è fiaccata. I giornalisti, poi, non sono più quei cani da guardia che dovrebbero essere ma sono diventati barboncini da salotto».
De Magistris ha ricordato anche il periodo in cui lavorava in magistratura: «se io avessi lavorato di meno, avessi fatto finta di dormire, magari tra un paio d'anni sarei diventato un procuratore. Ma se tornassi indietro rifarei tutto quello che ho fatto».
Il suo demerito, sostiene, è stato quello di andare a scavare «lì dove nessun altro era andato».
L'ex pm ha parlato anche delle riforme passate e future del governo Berlusconi: «ormai si va verso una privatizzazione selvaggia del sapere, della cultura, dell'acqua, della protezione civile, tutto ormai deve essere monetizzato. Assistiamo ad una deriva autoritaria spaventosa perchè il potere si concentra nelle mani di un'unica persona, il Parlamento serve solo per ratificare scelte prese altrove, c'è lo smantellamento degli organi di garanzia e controllo, ora si voglio anche fermare pm e intercettazioni. Il presidente del consiglio sta andando verso la creazione del suo personale scudo che andrà in porto con il processo breve, con il legittimo impedimento, con il Lodo Alfano che modificherà l'articolo 3 della Costituzione quindi tutti i cittadini sono uguali tranne tre e con la modifica della legge sui collaboratori di giustizia che sarà destinata a buttare all'aria gli ultimi 20-30 anni di indagini italiane».



09/04/2010 9.32