Di Pasquale (Pd): «quanta fretta per il teatro di Teramo»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. «Non si riesce proprio a comprendere la fretta che il Sindaco ha messo nell’appaltare i lavori derivanti dal project per la realizzazione del Teatro nei luoghi del vecchio stadio comunale».



La critica arriva da Manola Di Pasquale, consigliere comunale e presidente della commissione vigilanza che parla di fretta inspiegabile e volontà di «voler ignorare il percorso intrapreso da un gruppo di giovani e cittadini per la richiesta di referendum, e 3.500 firme già raccolte».
«Perchè il sindaco», continua la consigliera, «non si ferma a riflettere e capire cosa significa in termini monetari e di impatto ambientale per la città questo project? L'arroganza che mostra ci preoccupa. Si è vero il teatro è importante e può rappresentare una crescita culturale per la città, il progetto del noto architetto Reginaldi è bellissimo, ma non per questo bisogna pagare un prezzo tanto alto, non per questo bisogna trattare con il privato imprenditore in termini così elevati: investimenti per 42 milioni di euro a fronte di un costo per il teatro di € 6 milioni (se si pensa ai due milioni dati dalla Fondazione Tercas). A chi giova?»
Di Pasquale vuole sapere quanto costa il Teatro alla città ed ai cittadini in termini di cementificazione, di traffico, di ambiente, di vivibilità, di salute.
«Si dimentica troppo spesso che il prezzo per avere il tanto atteso Teatro è la realizzazione di migliaia di metri cubi di edifici, locali commerciali, parcheggi, sale cinematografiche, per un valore che supera i sessanta miliardi delle vecchie lire tutti collocati sull'area stadio e dietro la Madonna delle Grazie; tutte queste cose sono state riferite chiaramente alla cittadinanza?», continua Di Pasquale.
La consigliera ricorda anche che l'area del Teatro Comunale è l'unica area al centro di Teramo che non è stata mai edificata: «storicamente erano gli orti della Chiesa S. Domenico ed allora perché compromettere pure tale zona? Ci sono tante soluzioni diverse per avere il teatro e per riqualificare l'area del vecchio stadio, fermiamoci a riflettere non dimentichiamo che gli errori di oggi saranno pagati domani dai nostri figli».

11/03/2010 11.10