Petrolizzazione, Corte costituzionale:«legge illegittimavicina alle elezioni»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. E' stata pubblicata la sentenza della Corte Costituzionale sulla legge 14/2008, che porta il nome del suo presentatore, legge D'Alessandro.
La sentenza (n.68/2010) dichiara l'illegittimità della legge, ma non nel merito del divieto di esercizio delle attività di idrocarburi, bensì in relazione al fatto che, a dire della Corte, il Consiglio Regionale non avrebbe potuto approvare una legge il 30 settembre 2008 essendo già sciolto il Consiglio regionale.
La corte afferma D'Alessandro (Pd) «è evidente che nell'immediata vicinanza al momento elettorale, pur restando ancora titolare della rappresentanza del corpo elettorale, il Consiglio regionale non solo deve limitarsi ad assumere determinazioni del tutto urgenti o indispensabili, ma deve comunque astenersi, al fine di assicurare una competizione libera e trasparente, da ogni intervento legislativo che possa essere interpretato coma una forma di captatio benevolentiae nei confronti degli elettori».
«Al di là di tali dichiarazioni –commenta il consigliere regionale del Pd, Camillo D'Alessandro – assolutamente non condivisibili nel merito, perché la legge 14/2008 rispondeva esattamente all'urgenza ed alla indispensabilità, ciò che comunque è assolutamente importante e positivo è che la Corte non ha bocciato il contenuto della legge, da me proposta, ma si è potuta attaccare solo al periodo in cui è stata approvata».
«Quindi – riprende D'Alessandro – se la Regione si fosse presentata a difendere la legge (la Regione non si è costituita in difesa della legge), approvata tra l'altro allora da tutte le forze politiche, oggi avremmo avuto ragione, ma chi è assente ha sempre torto».
Secondo notizie arrivate al consigliere del Pd il Governo potrebbe ritirare l'impugnativa sulla Legge Chiodi se si modifica in alcune delle sue parti.
«Se è così», conclude D'Alessandro, «si porti subito in aula le modifiche, ma prima verifichiamo di cosa si tratta, perché alla luce della sentenza della Corte sulla mia legge possiamo anche avere ragione».

«CHIODI LEGIFERA E BERLUSCONI BOCCIA»

Secondo il consigliere dell'Idv, Carlo Costantini, invece, «il Consiglio dei Ministri è ancora contro Chiodi e le sue leggi: le leggi del Pdl e di Chiodi approvate dal Consiglio Regionale vengono costantemente impugnate dal Governo Berlusconi davanti alla Corte Costituzionale».
«Oggi e' stato il turno di un pezzo importante dell'ultima finanziaria», ha spiegato Costantini, «con il quale la maggioranza aveva previsto la possibilità di prolungare la permanenza in servizio dei dirigenti ben oltre i limiti massimi fissati dalla normativa statale. Una disposizione che l'Italia dei Valori aveva ampiamente contestato nel corso della seduta, come purtroppo era avvenuto anche in occasione di tutte le precedenti impugnative del Governo nazionale».
Sempre nello stesso Consiglio dei Ministri e' stato, inoltre, contestato a Chiodi ed alla sua maggioranza il tentativo di equiparare il personale degli uffici di diretta collaborazione («gli amici degli amici, in buona sostanza», li chiama Costantini) al personale con qualifica dirigenziale di cui al contratto dell'area della dirigenza delle regioni e delle autonomie locali, in questo caso per violazione dei principi costituzionali di uguaglianza, buon andamento ed imparzialità della pubblica amministrazione.
«La produttività della giunta Chiodi e della sua maggioranza e' gia' del tutto inconsistente», continua l'esponente dell'Idv.
«Se a questo si aggiunge la constatazione che le poche leggi che riescono ad approvare vengono puntualmente contestate dal loro stesso governo ed esposte al rischio di annullamento da parte della Corte Costituzionale - con tutto quello che ne deriva anche in termini di perdite economiche per l'Ente Regione – allora la semplice improduttività si trasforma in manifesta incapacità di governare, che gli abruzzesi non meritano e che l'Abruzzo non può più permettersi».


02/03/2010 11.40