Pd lancia Ricci, Legnini «con ballottaggio possiamo ancora vincere»

Alessandro Biancardi

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CHIETI. Parte la mobilitazione: gli appelli di Ricci e Legnini e le invettive di Paolucci, D’Alessandro e Di Giuseppe incassano la disponibilità di sindaci e consiglieri provinciali e regionali

Tanti sindaci, Francavilla, Torre De Passeri, Abbateggio, Roccamontepiano, tutti i consiglieri provinciali di centrosinistra di Chieti, alcuni di Pescara, diversi consiglieri regionali della presente e della passata legislatura, una platea numerosa e attenta ha animato l'incontro organizzato domenica sera dal senatore Giovanni Legnini a sostegno della ricandidatura di Francesco Ricci a sindaco di Chieti.
Si sono radunati tutti nella sala convegni dell'Hotel Parco Paglia di Chieti Scalo per quella che può definirsi una vera e propria chiamata al fronte e hanno dato la propria disponibilità a mobilitarsi perché il consenso intorno al sindaco uscente possa crescere e moltiplicarsi nell'ambito di una campagna elettorale dagli argomenti solidi e dai toni sostenuti contro lo schieramento di centrodestra che sostiene Umberto Di Primio.
Il primo a prendere la parola è stato il senatore Giovanni Legnini: «Questa è una campagna elettorale difficile per più fattori – ha esordito - perché la coalizione di centrodestra si presenta imponente con 7 liste in un momento sfavorevole al centrosinistra, in una città storicamente di destra qual è Chieti. Vi chiedo di mobilitarvi perché noi siamo sull'onda di un'esperienza politica che ha prodotto risultati straordinari in vari settori per perché vi è la netta percezione dei cittadini sull'onestà dell'amministrazione che ha dovuto muoversi in balia di emergenze continue, politiche, di coalizioni e ha visto abbattersi su Chieti l'effetto del crollo della giunta regionale con un impatto violentissimo».
Legnini ha poi garantito: «abbiamo prodotto tanti fatti. Chieti era una città dissestata, dove si è consumata la vera tangentopoli d'Italia, come provano i documenti dei processi che ci sono stati e alcuni dei protagonisti di quella stagione, più gli eredi di Cucullo e della destra che ha governato a lungo senza fare nulla, costituiscono oggi la compagine che si candida a succederci».
Se si arriverà al ballottaggio e i cittadini saranno chiamati a scegliere fra Ricci e Di Primio, «è possibile che rivinciamo le elezioni», ha detto Legnini, «ma il truppone, dall'altra parte è imponente, per questo è necessario un supplemento di impegno»,
Ha chiamato alla mobilitazione anche il segretario provinciale del Pd di Chieti Camillo Di Giuseppe: «Dobbiamo far capire ai nostri concittadini che il centrodestra mette insieme il peggio rispetto a chi con competenza, pacatezza e tenacia ha prodotto un cambiamento profondo in questa città e che Chieti non può tornare indietro. Sono a disposizione con i sindaci della provincia per combattere questa battaglia».
E' andato allo scontro diretto con il senatore Di Stefano il consigliere regionale Camillo D'Alessandro: «candidare Di Stefano a Chieti sta provocando reazioni fra i cittadini. Infatti la domanda è perché Di Stefano vuole occuparsi della città di Chieti, lui che non ha mai governato neanche a Tollo, suo paese d'origine? Vuole farlo perché vuole occuparsi delle cose che Ricci ha fatto accadere a Chieti. Sul commercio, sul teatro: la Regione ha sistematicamente bloccato tutto quello che poteva accadere di riflesso sulla città di Chieti, com'è successo con i fondi per la metropolitana leggera 110 milioni di euro Fas, oggi bloccata. Più i cittadini sanno queste cose, più possibilità di vincere abbiamo e questo è il nostro compito, spiegare alla gente, svelarlo in modo assoluto».
Duro il segretario regionale del Pd Silvio Paolucci: «Di Stefano si candida a Chieti perché non si fida di Di Primio. Si propone come controllore delle centinaia di milioni che dovranno essere messi in campo a Chieti per vedere come vengono impiegati. Quello che è accaduto a Chieti è comune con quello che capita in molti dei vostri centri: la vicenda delle comunità montane, le
politiche sociali, il mancato rifinanziamento dell'aeroporto, la Regione sta prendendo per asfissia tutti i nostri governi locali perché il centrodestra sa che da questi comuni può ripartire il centrosinistra. Per questo dobbiamo fare la nostra parte».
Dopo l'intervento dell'ex assessore regionale ai trasporti Donato Di Matteo che ha precisato la situazione della paralisi dei 110 milioni della metropolitana leggera, le conclusioni di Francesco Ricci, che ha fatto un accorato e forte appello alla mobilitazione: «Voi tutti potete avere un ruolo culturale importantissimo per la riconferma del centrosinistra a Chieti – ha subito detto - dite ai vostri concittadini che vivono a Chieti che il centrosinistra ce la può fare e ce la deve fare. L'aria sta cambiando e dobbiamo farlo capire che con il voto di fine marzo possiamo contribuire a cambiarla ancora».

02/03/2010 8.17

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