Referendum Stadio Comunale di Teramo, «raccolte più di 3 mila firme»

Alessandro Biancardi

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TERAMO. Nei giorni scorsi in città si è tenuta la raccolta della raccolta firme per il referendum sul destino dello stadio comunale: abbatterlo o no?

Il comitato "Giù le mani dal Comunale" sta per superare la quota di tremila firme.
L'obiettivo finale da raggiungere, cioè quota 4.500 firme, darà la possibilità ai cittadini teramani di potersi esprimere su un pezzo importante per il futuro di Teramo.
«Sono ragazzi straordinari», commenta Siriano Cordoni, capogruppo Idv al Comune di Teramo che, in quanto consigliere comunale si è fatto garante della raccolta di firme, «pieni entusiamo, di passione, uniti solamente da un comune obiettivo, quello di difendere un pezzo di storia della nostra città, un campo di calcio da integrare meglio con il tessuto urbanistico per trasformarlo ancora di più in un luogo verde, di sport e di incontro che faccia da argine ad una speculazione edilizia».
«In quella zona e dietro la chiesa di Madonna delle Grazie», continua Cordoni, «chi stà costruendo oltre duecento appartamenti si prende in cambio la gestione per trent'anni dello stesso teatro, si costruisce un megaparcheggio da 400 posti auto, anch'esso da tenere in gestione per trent'anni, cinque sale da proiezione e un ristorante panoramico da collocare a quota trenta metri, sopra il teatro stesso».
Ciè che preoccupa maggiormente l'Idv «è la totale mancanza di riguardo per lo stravolgimento ambientale di un'area a ridosso della chiesa di S. Domenico con il suo chiostro, delle scuole e della chiesa del Santo Spirito».
«Ricordo le parole dell'allora consigliere Chiodi», continua Cordoni, «quando, sedendo sui banchi dell'opposizione, difendeva con passione tutta l'area, votava contro l'abbattimento dello stadio a difesa dell'area verde del campo di calcio e lodava il sottoscritto (in maggioranza) che aveva il coraggio di votare contro il progetto della Sparaco Spartaco. Ricordo ancora le parole dello stesso Chiodi che, una volta diventato sindaco, con un voltagabbanismo degno di un saltinbanco, convertendosi alla filosofia del business economico, giustificava il progetto della Straferro Costruzioni che non solo specula sull'area dello stadio, ma per far quadrare i conti si appropria anche dell'area "appiccicata" alla chiesa di Madonna delle Grazie. Incredibile come i conti economici possano far cambiare idea in un lasso di tempo così breve».
Ma tra le firme raccolte dal comitato ne manca una importante, secondo il comitato, ovvero quella dell'attuale sindaco Brucchi «che ancora una volta perde l'occasione di dimostrare di essere un grande sindaco e il sindaco di tutti i cittadini».
«Quando ha saputo che i ragazzi della curva est si stavano organizzando», ha continuato Cordoni, «ha accelerato l'iter burocratico del project financing, facendo pervenire alla svelta la fidejussione e poter dire "siete in ritardo, non c'è più niente da fare, abbiamo deciso, i cittadini hanno già votato, mi hanno scelto come sindaco insieme al mio programma!"»


01/03/2010 11.05