Querela Zaia-Pezzopane, per Febbo «la presidente vuole solo i riflettori»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Tra il ministro delle politiche agricole Luca Zaia e la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane si inserisce oggi l'assessore regionale del Pdl, Mauro Febbo.


I primi due nei giorni scorsi hanno annunciato reciproche querele. Il ministro ha chiesto alla Pezzopane 440 mila euro di danni perchè nella trasmissione di Chiambretti aveva detto che l'esponente del governo a due giorni dal terremoto si era limitato a una visita fugace ai terremotati di Onna.
A sua volta Pezzopane ha chiesto a Zaia un risarcimento di 1,5 milioni di euro, «un euro per ogni abruzzese offeso dall'inutile politica del pettegolezzo e della violenza verbale. Devolverò la somma agli agricoltori in difficoltà».
Febbo si schiera (ovviamente) dalla parte del ministro leghista, sottolineando che «è tra coloro che sono stati concretamente vicini alle popolazioni aquilane colpite dal terremoto del 2009. E lo è stato da subito, con un impegno totale, che si è tradotto, nell'immediato, non solo nella visita ai territori disastrati ma anche nello stanziamento di 39 milioni di euro per finanziare il Piano di Sviluppo Rurale, sostendo così un'ampia fetta dell'economia abruzzese che dopo il terremoto avrebbe rischiato il tracollo totale».
«Contrariamente a quanto afferma la Pezzopane», ha aggiunto Febbo, «la visita del ministro Zaia subito dopo il sisma fu piuttosto intesa. Era l'8 aprile e Zaia fu il primo esponente del Governo a giungere a L'Aquila dopo il presidente Silvio Berlusconi. Lo accompagnai personalmente in un ampio giro, al quale presero parte, tra gli altri, diversi agenti della Forestale e i direttori regionali di Coldiretti e Cia, Michele Errico e Domenico Falcone. Il Ministro Zaia si recò a Onna e Monticchio oltre che in altri Comuni, visitò aziende agricole danneggiate, incontrò i rappresentanti delle Associazioni di categoria e, rientrando dal lungo giro, visitò la tendopoli allestita ad Onna».
E Febbo non perde l'occasione per lanciare stoccate alla Pezzopane: «probabilmente lei, che quel giorno non c'era, è rammaricata per aver perso, proprio nel giorno della visita del ministro Zaia, un'occasione per stare sotto i riflettori dei media di mezzo mondo, come ha fatto, d'altronde, in ogni occasione che le si è presentata. E oggi, a poche settimane delle elezioni, pensa evidentemente che anche una querela possa servire a raccogliere consensi e voti».
Torna sulla vicenda anche la diretta interessata che riconferma ancora una volta che «inizialmente avevo deciso di non querelare il ministro Zaia, tuttavia il comunicato di ieri mi ha costretto a procedere a querela per chiedere i danni di una azione che danneggia la mia immagine in piena campagna elettorale».
«Trovo veramente sconcertante - ha detto la presidente Pezzopane - che il ministro abbia atteso 90 giorni per constatare che io nel frattempo non avessi fatto azioni legali e deciso solo allora di fare quello che ha fatto».

06/02/2010 9.03