Filovia e poltrone: lo scontro elettorale a Pescara

Alessandro Biancardi

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AGGIORNAMENTO (11.00)
«Riccardo Chiavaroli lancia proclami come se si trovasse all'inizio del suo mandato. Dimentica che l'unica comunicazione che dovrebbe rilasciare agli organi d'informazione è quella relativa alle sue dimissioni». Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista non ci va morbido e annuncia, con tutta franchezza, la necessità di un cambio della guardia alla Gestione Trasporti Metropolitani.
I malumori diventano più stridenti in campagna elettorale e così se il responsabile della Gtm prova a farsi un po' di pubblicità Acerbo lo stoppa con accuse chiare: prima fra tutte «la poca “competenza” in materia» e «un ruolo assunto solo per vicinanze politiche».
«Chiavaroli non è un esperto della materia, fu nominato in quota Forza Italia dal precedente governo regionale di centrodestra». Nonostante siano passati 11 mesi dalle regionali il cambio dei vertici non è mai riuscito e di andarsene da solo, Chiavaroli, non ci pensa proprio.
«Da quasi un anno», incalza Acerbo, «avrebbe dovuto dimettersi essendo venuto meno il mandato politico ed invece resta abbarbicato a quella poltrona. E con lui un cda ormai delegittimato».
Ma nessuno si muove. Rimangono tutti incollati alla sedia.
Il tema del contendere è poi alla fine sempre la trita polemica sulla filovia della strada-parco.
«“Riccardino”», spiega ancora il segretario, «continua a sproloquiare usando la Gtm come strumento di battaglia politica. Trovo francamente fuori luogo i canti di vittoria di Chiavaroli sulla vicenda della filovia. L'apertura delle buste è un atto dovuto per non suscitare contenziosi con le imprese che hanno partecipato alla gara. Ma questo non significa che la filovia si farà per forza».
Bisognerà, infatti, verificare se i progetti presentati siano innovativi e in grado di soddisfare le esigenze della comunità. In caso contrario «il prossimo parlamento e il prossimo governo», chiarisce Acerbo, «dovranno consentirci di utilizzare i fondi stanziati per soluzioni più adeguate.
Personalmente continuo a pensare che il progetto della filovia sia obsoleto e che sia possibile una soluzione che consenta a Pescara di realizzare una strada dei parchi che arrivi fino a Francavilla e contemporaneamente una linea di trasporto pubblico in sede propria e protetta».

FILOVIA TIRA E MOLLA
E proprio sulla questione Filovia c'è già chi festeggia: « salutiamo con soddisfazione le notizie che ora giungono dalla Regione. Già dal 2003 si era capito che i tentativi di D'Alfonso e Cantagallo per bloccare l'iter per assegnare l'appalto dei lavori per la realizzazione del filobus erano totalmente prive di fondamento. L'opera è moderna», sottolineano i An e Forza Italia, «strategica e funzionale alla riduzione del volume del traffico veicolare, con relativo abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico e acustico».
E nella questione interviene anche la Filt Cgil. «Non è un mistero», spiega il sindacato, «che da sempre ci siamo schierati verso la realizzazione dell'opera che potrà contribuire a rendere Pescara una città più europea anche per la qualità della mobilità offerta ai propri cittadini. Tuttavia il sindacato non condivide i toni trionfalistici apparsi subito dopo l'annuncio, peraltro non ufficiale, della decisione assunta dalla Regione nel corso della conferenza dei servizi alla presenza dei sindaci delle due città interessate all'opera. La Filt Cgil non ritiene di dover esultare né di dover dichiarare la propria vittoria e questo per diversi motivi. Tanto per cominciare si può affermare che dalla ratifica della commissione alla realizzazione dell'opera c'è ancora tanta strada da fare e soprattutto tanti ostacoli da superare a cominciare dalla tipologia del servizio che s'intende garantire agli utenti».

DS CONTRO LA DIREZIONE DELL'ARPA
Non si respira un'aria migliore all'Arpa. Il bersaglio mobile qui si chiama Alfonso D'Alfonso, amministratore delegato della società, nominato dalla ex giunta regionale di centrodestra.
In questi giorni Stefania Misticoni, segretario regionale dei democratici di sinistra ha qualcosa da dirgli.
«Mi sembra inaccettabile la decisione di D'Alfonso di autosospendersi dall'incarico di amministratore delegato dell'Arpa invece di dimettersi».
La manovra è ovviamente chiara: in caso di mancata elezione ritornerebbe ad occupare la vecchia poltrona.
D'Alfonso ha deciso di scendere in politica nel partito dell'Udeur e la neo compagna Misticoni si aspetterebbe, quantomeno, un pò di collaborazione. «D'Alfonso impedisce con il suo comportamento il rinnovamento del consiglio di amministrazione dell'azienda. Il fatto che sia passato all'improvviso all'Udeur, partito nostro alleato, non è sufficiente a giustificare la sua decisione di autosospendersi. L'unica cosa che mi aspetto da lui è che faciliti il rinnovamento del consiglio di amministrazione dell'Arpa, dimettendosi dal suo incarico. Anche perchè la candidatura è incompatibile con il ruolo di amministratore delegato di una società per azioni. Questo è un principio irrinunciabile per tutto il centrosinistra».

06/03/2006 10.06

TRASPORTI: INTERVIENE ANCHE LORENZO VALLOREJA
Sulla questione Filovia interviene anche Lorenzo Valloreja, leader del Semper Fidelis Luci: «Come al solito con l'avvicinarsi della campagna elettorale i poteri forti hanno deciso, anche questa volta, di mettere in atto quelle mosse che in tempi meno convulsi, sarebbero state notate e disapprovate dalla gente. Noi siamo stati gli unici», sostiene Valloreja, «a non credere alle promesse formali fatte dal Presidente Del Turco e dal Sindaco di Pescara perché ci siamo resi conto di come la politica oggi abbia una propria strategia collaudata per risolvere i contrasti con la cittadinanza: fare incontri pilotati, ascoltare la platea quel tanto che basta, rassicurare, allungare la tempistica il più possibile per snervare la controparte ed alla fine fare ciò che si vuole! Si, è proprio così!».
Il leader del partito avanza con la delicatezza e la pacatezza di un caterpillar e investe con le sue proposte anche il progetto del terzo ponte: «noi ci batteremo fin da ora affinché la natura di questo nuovo collegamento sia anche carrabile, difatti esso è fondamentale, secondo i nostri piani per far fluidificare il traffico sulle due riviere. L'unica soluzione a questa annosa questione è che tutta la cittadinanza abbia una coscienza comune sul problema traffico e lotti tutta insieme per risolverlo e non frazionandosi in mille comitati che pensa ognuno al proprio problema. Il tempo delle parole è finito, ora tocca passare all'azione».

06/03/2006 11.00