A Francavilla piangono sia il centrodestra che il centrosinistra

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA AL MARE. «Il più brutto consiglio comunale a cui ho partecipato»: Carlo De Felice (Pdl) commenta così lo svolgimento dei lavori di ieri sera nell'aula consiliare del Comune di Francavilla al mare.


Un giudizio severo, forse influenzato dall'attacco frontale che gli hanno rivolto i suoi, a questo punto ex, colleghi dell'opposizione del gruppo Forza Francavilla, in particolare Giuseppe Pellegrino che addirittura ha letto - e quindi si era preparato- un intervento contro di lui.
Ma anche Carlo Matricardi non lo ha risparmiato, anche se si è scontrato di più con Daniele D'Amario, assessore provinciale in quota An: oggetto delle sue critiche il verticismo del Pdl.
Ma se il centrodestra piange, il centrosinistra non ride di certo, con i contrasti che sono emersi tra la posizione dell'avvocato Vincenzo Di Lorenzo (Pd) che insisteva per bocciare il comportamento dell'assessore Calabrese dopo gli scontri sul piano casa per riaffermare il principio della dignità dei consiglieri comunali e della loro libertà di voto.
Una linea che non è passata, perché parte della maggioranza l'ha interpretata di fatto come una sfiducia contro il sindaco Di Quinzio impegnato a salvare la sua amministrazione.
«Peccato che Pellegrino se ne sia andato dopo avermi criticato – ha spiegato De Felice, che ieri sera è stato stranamente silenzioso – avrei voluto rispondergli. Probabilmente, tra l'altro lo aveva già dichiarato, si è risentito perché sono stato inserito nel coordinamento provinciale del Pdl e potrei essere il futuro candidato sindaco, come è stato lui. Come ho commentato, utilizzando una frase di Kennedy, i vincenti una strada la trovano sempre, i perdenti trovano una scusa».
Sull'altro versante, Vincenzo Di Lorenzo affida ad una nota il suo pensiero: «Apprezzo il comunicato del Pd perché finalmente i firmatari hanno compreso il pericolo di una vera e propria deriva politica a destra, contraria alla volontà degli dagli elettori. Ma non è solo questione di forma: si tratta di un punto “nodale” da cui dipende il futuro di questa amministrazione. Francavilla ha bisogno di una buona “gestione”, ma anche e soprattutto di una visione “politica” del suo futuro. La città deve essere ripensata nel medio tempo secondo i valori da sempre perseguiti dal centro-sinistra (rispetto del territorio, valorizzazione della qualità della vita, attenzione per l'ambiente, sensibilità verso i bisogni dei cittadini più deboli ecc...), e dunque non può e non deve subire inquinamenti da parte di soggetti con diversa cultura politica. E il piano casa a suo tempo proposto non teneva affatto in considerazione gli interessi dei cittadini, ma rappresentava un chiaro esempio di nuovo attacco al territorio, ponendosi in contrasto, finanche con la circolare esplicativa emessa dalla Regione Abruzzo che, come è noto, non è tra le Regioni più ecologiste di Italia». 

Sebastiano Calella 03/02/10 11.24