CasaPound Pescara 'sequestra' concessionaria Fiat di via Raffaello

Alessandro Biancardi

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PESCARA. 'Sigilli' alla Fiat. Stamattina la concessionaria della casa automobilistica in via Raffaello è stata trovata 'sigillata' con il nastro bianco e rosso, a ricordare una 'scena del crimine', e tappezzata di volantini e cartelli.

Inoltre uno striscione posto sul ponte dell'asse attrezzato vicino al palazzo di città con la scritta 'Fiat odia l'Italia'.
A rivendicare il blitz, messo a segno nella notte in maniera coordinata su tutto il territorio nazionale, è CasaPound Italia.
«Un'azione non violenta, un gesto simbolico ma dal sapore fortemente provocatorio», dicono gli organizzatori.
''Prima fallisce, meglio è. Per tutti'', è lo slogan che si legge sui volantini lasciati davanti a tutti i punti vendita 'colpiti'. E ancora: ''Salviamo i lavoratori e la produzione italiana, non la dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non l'Italia''.
Cpi esige lo stop agli incentivi «'per auto prodotte all'estero sfruttando lavoratori stranieri sottopagati» e chiede «'incentivi solo per auto prodotte in Italia», mentre, quanto agli stabilimenti di Pomigliano d'Arco e Termini Imerese, propone che siano «sequestrati, nazionalizzati e affidati a Finmeccanica e Fincantieri».
«La Fiat vive di aiuti pubblici e, nonostante ciò, ha tradito il nostro paese e la nostra gente - spiega CasaPound Italia - Vuole incentivi e soldi dallo Stato, ma poi licenzia e chiude le fabbriche nel nostro Paese per portare la produzione all'estero».

02/02/2010 10.07