Idv contro Febbo: «tralascia agricoltura e pensa alle poltrone»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. «L'unico obiettivo dell'assessore Mauro Febbo è quello di soddisfare gli appetiti degli amici che sono rimasti a stomaco vuoto».
Parte all'attacco il consigliere dell'Idv, Cesare D'Alessandro, secondo cui le ''mire'' di Febbo sarebbero «chiare».
«L'assessore ha annunciato urbi et orbi di aver preparato il bando per la nomina del nuovo direttore generale dell'Arrsa e invita i suoi colleghi di Giunta a fare altrettanto per l'Aptr e l'Arta. A giustificazione della fretta starebbe il fatto che l'80% degli enti, a suo dire, è ancora in mano al centrosinistra».
D'Alessandro ricorda anche la razionalizzazione della spesa pubblica promessa del presidente Chiodi, nei primi mesi del suo governo, «e che gli ha permesso di commissariare oltre 25 tra agenzie, aziende e società regionali, «in attesa di una legge di riordino che tarda a venire».
«Ci consola il fatto», continua l'esponente dell'Idv, «che l'assessore Febbo, comunque, non potrà proporre per l'Arrsa una nomina che non sia rispondente ai requisiti di professionalità ed esperienza, con qualità morali e senza condanne penali (art. 5 della LR n. 4/2009). In caso diverso neppure il processo breve, se fosse già legge, gli verrebbe in aiuto».
Sostiene il collega di partito anche Camillo Sulpizio secondo il quale «Febbo occupa le poltrone e non si occupa dell'agricoltura abruzzese».
«La crisi economico-finanziaria, così abilmente taciuta dal Governo nazionale, ha colpito tutti i settori della produzione ma, in particolar modo, quello dell'agricoltura che rappresenta, in Abruzzo, una voce importante e determinante quale fonte di reddito per tante famiglie.
L'assessore regionale Febbo», continua Sulpizio, «sembra però più impegnato a condurre una battaglia “correntizia” all'interno del proprio partito, il Pdl, che a reperire risorse da destinare a interventi di natura strutturale volti a favorire la ripresa del mondo agricolo abruzzese».
«Gli agricoltori, più che mai in Abruzzo», ha continuato l'esponente dell'Idv, «hanno bisogno di rateizzare i debiti, di diminuire i costi per mutui bancari e Confidi; hanno bisogno di crediti d'imposta sui propri investimenti; hanno bisogno di eliminare le accise sui carburanti, di ottenere il rimborso dell'Iva sui beni aziendali; hanno bisogno di misure previdenziali e di un potenziamento delle reti infrastrutturali nelle zone rurali».

FEBBO: «AFFERMAZIONI CHE MI SORPRENDONO»

«Stupiscono le dichiarazioni del consigliere regionale Idv, Cesare D'Alessandro, che ho conosciuto finora come politico sobrio e prudente», replica Febbo.
« Non mi spaventano le critiche dell'opposizione mosse con spirito costruttivo. Anzi, aiutano a lavorare meglio. Tuttavia, in questo caso le accuse rivolte nei confronti del mio operato mi convincono del fatto che quel politico avveduto e sempre corretto, conosciuto quand'era esponente de I Democratici, purtroppo si è lasciato travolgere dal “furore dipietrista” e, emulando il suo leader, si è avventurato in una campagna politica “populista” sulle nomine regionali».
Febbo si dice stupito anche dell'esternazione del suo collega di partito, Camillo Sulpizio, «che, invece, esce da silenzio lungo un anno di legislatura per emettere giudizi sulla crisi che attraversa l'agricoltura, dimenticando che le difficoltà di questo comparto vanno ben oltre i confini regionali, nazionali ed europei, essendo effetto della situazione globale che affligge tutti i settori dell'economia».
«Comunque sia», continua Febbo, «posso rassicurare D'Alessandro e Sulpizio che il sottoscritto, in piena armonia con la Giunta regionale, sta rivolgendo il suo impegno quotidiano alla soluzione dei problemi che in questo momento vive l'intero mondo agricolo abruzzese. Un impegno che, suffragato da fatti e risultati concreti, va ben oltre le stucchevoli, inconcludenti e offensive campagne politiche di certi consiglieri dipietristi».


22/01/2010 16.23