Di Quinzio come Ranghelli: il Pd si confronta sulla nuova "sindrome"

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. In principio fu il sindaco di Spoltore Ranghelli, espulso dal Pd, per aver stretto alleanze “pericolose“.

Poi è stata la volta di Di Quinzio che, dopo gli anni dell'amministrazione Angelucci, ha sempre detto di voler imporre un cambio di direzione nel metodo e nella qualità di gestione amministrativa che nei fatti non avviene.
«Questa giunta», commenta oggi il coordinatore locale Viani, «è distante dal Pd. La crisi politica in realtà non esiste da qualche mese ma da appena dopo un mese dalle elezioni, un Sindaco che non unisce pensando di costruire passaggi politici importanti esclusivamente attraverso l'acquisizione di consiglieri di opposizione in una specie di “mercimonio politico”, secondo una pratica diffusa del malcostume politico italiano, è destinato miseramente a fallire e a distruggere in modo irreparabile, a mio avviso, quanto costruito faticosamente per dare finalmente un'opportunità vera alla città di Francavilla di voltare pagina».
Secondo Viani l'operato del sindaco avrebbe in realtà l'obbiettivo di estromettere i partiti che l'hanno sostenuto per crearsi «un partito (il salvagente ?), operazione minacciata già all'incirca due mesi fa quando dichiarò pubblicamente la fuoriuscita dal Pd insieme a Bruno, Mucci, Galasso e Paolini, ripiegando poi, attraverso alcuni fuoriusciti del Pd, sull'ipotesi di un secondo circolo Pd , che gli dia carta bianca evitando qualsiasi tipo di confronto politico e di cui l'ex onorevole Luigi Borrelli ne è in il suggeritore».
L'estromissione di Di Pillo, secondo il Pd, farebbe parte dello stesso “disegno” politico.
«Mi preme precisare che non esistono e non possono esistere alleanze diverse da quelle che hanno portato Di Quinzio a diventare sindaco», conclude Viani, «per cui la conseguenza di una uscita dalla maggioranza anche del Partito Democratico è del tutto coerente con la linea politica del Partito».
Già a dicembre Vincenzo Di Lorenzo e Pina Rosato, rispettivamente capogruppo al Comune e segretario del Pd, avevano dichiarato che non esistevano contrasti con la linea dell'Idv ed avevano invitato il sindaco ad abbassare i toni della polemica che poi ha portato alla revoca delle deleghe all'assessore Di Pillo.
Oggi, Vincenzo Di Lorenzo torna in campo con una sua dichiarazione in cui chiarisce che non è disponibile a nessuna forma di inciucio con il centrodestra, dopo le notizie di un “aiuto” del Pdl al sindaco in carica.
«la mia partecipazione alla conferenza del senatore Mascitelli», dice Di Lorenzo, «dipende solo dal fatto che volevo di persona ascoltare i motivi della revoca della fiducia all'assessore Idv, un atto devastante per il destino dell'amministrazione. Ho appreso che, in buona sostanza, motivazioni non ve ne sono, fatte salve alcune banali questioni di natura squisitamente personale che, in quanto tali, non meritano attenzione. Quanto ai successi della Giunta Di Quinzio (risultati che, però, sinceramente non riesco affatto a riscontrare, probabilmente per mia incapacità), credo che la situazione in cui versa il Comune di Francavilla al mare sia alquanto disastrata attesa la evidente mortificazione dei Partiti che a suo tempo hanno sostenuto la candidatura del Sindaco Di Quinzio, i cui rappresentanti sono praticamente “spariti” dalla Giunta».
«Proporrò al mio Partito», ha concluso, «di aprire immediatamente un tavolo politico con il Sindaco Di Quinzio affinchè, previo azzeramento dell'attuale Giunta, si provveda alla sua ricostituzione con la presenza di rappresentanti indicati dai vari schieramenti che a suo tempo hanno vinto le elezioni, così assicurando alla città sia il rispetto della volontà degli elettori sia e sopratutto quella lungimiranza progettuale e politica cui sopra ho fatto riferimento».

12/01/2010 10.13