Coordinamento Pdl: Chiodi ribadisce la sua leadership

Alessandro Biancardi

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Coordinamento Pdl: Chiodi ribadisce la sua leadership
PESCARA. Nessun fuoco d'artificio e nessuna resa dei conti. Il coordinamento regionale del Pdl a Francavilla dura fino a notte ma serve solo a dimostrare che il Presidente Gianni Chiodi ha il controllo assoluto della sua Giunta e anche di tutto il Pdl.
Ed il senatore Filippo Piccone?
Il coordinatore arriva in ritardo giustificato, come tutti gli aquilani che si sono presentati fuori tempo massimo per il protrarsi del loro coordinamento provinciale.
All'Aquila si doveva varare la candidatura di Antonio Del Corvo come competitor di Stefania Pezzopane, ma non si è arrivati a nessuna conclusione salvo un rinvio a giovedì prossimo per (forse) decidere tra le varie candidature presentate, tra cui quella dell'ex sindaco Tempesta.
Come noto, con una lettera manoscritta che ha sparigliato i giochi sull'Aquila, Biagio Tempesta è uscito allo scoperto e si è autocandidato alla Provincia come l'esponente di spicco di quella aquilanità che molti nel Pdl ritengono indispensabile per avere qualche possibilità di successo contro Stefania Pezzopane.
Ennesimo rinvio per la Provincia terremotata: è la tattica temporeggiatrice del coordinatore che alla fine porterà all'investitura di Del Corvo e che ieri ha avuto un'altra applicazione.
Parlando (poco) durante i lavori del coordinamento, Piccone ha ammesso i ritardi del Pdl ed ha esortato tutti a recuperare il tempo perduto. Come? Rinviando le decisioni, in modo che di rinvio in rinvio si arrivi a ridosso delle elezioni con l'acqua alla gola e magari in affanno anche nella raccolta delle firme e nella presentazione delle liste: una specialità di Piccone che – come si ricorderà – con la sua lentezza mise a rischio anche la regolarità della presentazione della lista per Chiodi nelle ultime elezioni regionali.



TIENE BANCO LA CLASSIFICA DEL SOLE 24 ORE

A tenere banco nell'attesa dell'inizio dei lavori, programmati per le 17 ed iniziati alle 19, i commenti sulla classifica del Sole 24 ore.
«Si sapeva che la Pezzopane era un osso duro», dialogano sorseggiando un caffè l'onorevole Giovanni Dell'Elce ed il suo possibile successore Lorenzo Sospiri, in predicato di entrare alla Camera dei Deputati se Dell'Elce sarà nominato presidente dell'Autority per l'energia elettrica ed il gas al posto di Alessandro Ortiz.



Il primo posto del Presidente uscente dell'Aquila nella graduatoria del gradimento degli amministratori locali è un campanello di allarme per il Pdl che si consola però con i successi di Valter Catarra, presidente a Teramo (e ieri il primo ad arrivare addirittura in anticipo alla riunione) e le posizioni di Guerino Testa e Luigi Albore Mascia. Calma piatta dunque fino alle 18, quando si succedono gli arrivi che contano, con un orecchio al telefonino per sapere cos'è successo all'Aquila e quando arriva Piccone.
Nazario Pagano, con giacca di cachemire, si sofferma a lungo a spiegare a Dell'Elce il lavoro della sua Fondazione regionale, arrivano in sequenza i senatori Andrea Pastore e Fabrizio Di Stefano, poi gli assessori regionali Federica Carpineta, Mauro Febbo, con un faldone di documenti e di delibere (qualcuno pensa che si sia portato i documenti per contestare Chiodi, cioè il chiarimento annunciato), Carlo Masci, Gatti, Di Dalmazio e via via i consiglieri regionali: Ricardo Chiavaroli ha un dito fasciato e Antonio Del Corvo ostenta tranquillità.
Arrivano anche l'assessore Venturoni ed il Presidente Chiodi, che hanno da poco chiuso l'incontro su Villa Pini.



CHIODI RELAZIONA SUL LAVORO DELLA GIUNTA E TUTTI SONO D'ACCORDO

Giusto il tempo per spiegare che le nomine dei Manager Asl è stata un successo della Giunta, che ha votato all'unanimità vista la qualità dei nominati, e che un grosso problema della ricostruzione all'Aquila è lo smaltimento delle macerie, regolato da leggi che non tengono conto dell'emergenza, e poi Chiodi viene chiamato al tavolo della sala Gelsomino e la riunione comincia: «in attesa degli altri - spiega Di Stefano - affrontiamo gli aspetti organizzativi».
Poi breve pausa e infine preceduti da Gianfranco Giuliante, arrivano gli aquilani Luca Ricciuti, Daniela Stati, Filippo Piccone e si può cominciare.
«Mammì, stasera qui si fa tardi», comunica al cellulare l'assessore alla Protezione
Poi fuoco alle polveri (bruciate) ed il coordinamento si avvia ad essere un normale dibattito, senza nemmeno la vivacità di una riunione di condominio.



Mauro Febbo preferisce rinviare a data da destinarsi il chiarimento “minacciato” e addirittura dev'essere difeso da Fabrizio Di Stefano, quando il senatore Pastore censura le sue polemiche sulla stampa che hanno oscurato il successo del Bilancio regionale approvato nei tempi: Masci annuisce.
Poi si passa alla candidatura di Chieti: Umberto Di Primio non incontra ostacoli e sarà lui il candidato sindaco, dopo l'ultima approvazione a livello nazionale nei prossimi giorni. Giuliante ribadisce per l'Aquila la necessità di un candidato locale e non marsicano, Chiodi riassume l'operato della Giunta, il clima è disteso: nessuna decisione vera, nessuna lite. Quasi alle 23 tutti a casa: se ne riparla giovedì prossimo, salvo altri rinvii.

Sebastiano Calella 12/01/2010 9.23

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