Il Pd protesta per i pochi finanziamenti al Turismo

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Il tema è ghiotto e ci scappa –ma che strano- la polemica. Ad un recente dibattito sul turismo le strategie da adottare e quello che potrebbe eventualmente farsi per rilanciare la nostra regione, il consigliere regionale del Pd, Ruffini, attacca la Regione e dice che i soldi sono pochi.


Secondo Ruffini «quando parliamo di turismo in Abruzzo bisogna tenere conto che siamo una tra le regioni agli ultimi posti in Italia per presenze turistiche. Quindi più che del progetto pilota annunciato da Di Dalmazio serve un vero e proprio programma di rilancio».
Perché l'Abruzzo è agli ultimi posti? Eppure in passato sono stati spesi milioni di euro in programmazione economica per il rilancio del turismo anche durante l'era del centrosinistra.
Ci sono inoltre moltissimi progetti finanziati che non hanno avuto alcun ritorno e nemmeno vi è stato un monitoraggio che potesse permettere di correggere il tiro.
Che dire poi del sito internet da 2,2 milioni di euro vuoto e che contiene notizie anche deleterie per il nostro turismo?
Come mai nessuno si è accorto di nulla?
Ma c'è sempre tempo per rilanciare nuovi progetti pilota e sperimentazioni…
«Se si parla di sistema produttivo vanno individuate risorse adeguate per finanziare le strutture ricettive, il loro adeguamento, il sostegno al credito delle cooperative di garanzia del settore», continua Ruffini.
Il programma, spiega Ruffini, deve prevedere interventi per infrastrutture, logistica, arredi urbani. La Regione ha queste risorse e intende collocarle per il rilancio del turismo??
«Nel bilancio regionale per il turismo e nei FAS vi sono risorse insufficienti e non mi sembra che nel Masterplan ci siano risorse significative per una programmazione di svolta», dice Ruffini.
Altra questione è l'Osservatorio regionale sul turismo.
«Di Dalmazio non ha detto nulla in merito a questo strumento che è stato istituito dalla Regione a Giulianova nel 2008, evitando forse gli imbarazzi nel denunciare la mancanza di specifici finanziamenti regionali», ha aggiunto, «l'osservatorio deve essere gestito dall'università – facoltà di scienze del turismo, in base ad una convenzione sottoscritta nel febbraio 2008. Ma nel bilancio regionale non si rinvengono finanziamenti quindi si parla di aria fritta quando Chiodi dice di voler utilizzare il sistema universitario per la ricerca e lo sviluppo del turismo in Abruzzo».

11/01/2010 10.03