La minoranza:«Ma Di Quinzio ha la maggioranza? La città è paralizzata»

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. Si fa sempre più incandescente – se possibile- il clima politico a Francavilla. Negli ultimi giorni il primo cittadino ha ufficializzato il ritiro della delega all’assessore Idv, Di Pillo.


Qualche giorno dopo è arrivata l'ufficializzazione del partito di Di Pietro che in polemica con Di Quinzio ha tolto il suo appoggio.
Contestualmente però in maggioranza sarebbero arrivati due nuovi consiglieri direttamente dal Pdl (Giuseppe Pellegrino e Carlo Matricardi).
Praticamente da sempre un fuoco di sbarramento incrociato sulla nuova amministrazione si sta abbattendo e sta creando non poche difficoltà alla maggioranza che procede a ritmi molto lenti.
Secondo il sindaco Di Quinzio i contrasti sarebbero dovuti alla volontà di tagliare con i «metodi del passato» e di «fare ordine» nell'attività di governo.
Di parere contrario la minoranza.
«Al termine della stagione estiva», scrivono in una nota Carlo De Felice e gli altri consiglieri di minoranza, «il Sindaco ha radicalmente modificato la composizione della Giunta Municipale: dopo un periodo di una giunta composta prima da 4 e poi da 5 assessori, il Sindaco è tornato, in ossequio alla previsione statutaria, a 7 assessori nominandone ben 4 nuovi (Gabriele Perfetti, Gabriele Palladinetti, Anna Maria Cianci e Oscar Calabrese). Inoltre il Sindaco, dopo avere elogiato l'operato dell'assessore al turismo Nuccio Campli, immediatamente dopo ha attribuito la delega al turismo al Vice Sindaco Di Pillo lasciando a Nuccio Campli la sola delega al commercio e ai mercati. Tutto ciò senza fornire, nemmeno in Consiglio Comunale, alcuna spiegazione, , né politica né amministrativa, in merito all'operato degli assessori revocati con ciò denigrando anche la loro figura politica ed umana».
La minoranza ricorda le promesse di ripresa della città dando nuovi impulsi anche con l'approvazione della nuova variante al Prg.
«La realtà, invece», sostengono i consiglieri di minoranza, «risulta completamente diversa giacchè l'attività politico amministrativa è paralizzata per l'inerzia e per l'eterogeneità della Giunta (che si riverbera sul Consiglio Comunale) che non ha nemmeno affrontato e tanto meno raggiunto, per evidente mancanza di idee e di programmazione, alcuno degli obbiettivi indicati nel programma elettorale del Sindaco, né tanto meno ha individuato le soluzioni per risolvere le evidente difficoltà economiche e finanziarie mentre ha aumentato le spese di personale per circa 260 mila euro».
La maggioranza ultimamente non è riuscita ad approvare (per il voto contrario del consigliere Di Lorenzo e per la mancata votazione da parte del Sindaco e del consigliere Mucci), la delibera di recepimento della L.R. 12.8.2009 n. 16 (c.d. Piano casa), predisposta dal nuovo Assessore all'Urbanistica.
«A questo punto», conclude la minoranza, «non si può che confermare un giudizio assolutamente negativo sulla condotta complessiva della maggioranza e su quella del Sindaco che , ancora una volta, ha evidenziato la sua assoluta inadeguatezza a costituire il perno fondamentale di una efficiente, dinamica, moderna e lungimirante amministrazione. Se l'impegno dei Consiglieri di minoranza, è stato ed è ancora oggi quello di affrontare e risolvere i problemi con animo costruttivo,anche superando posizioni personalistiche e di falso ideologismo, sempre però nel rispetto dei ruoli che loro competono ovvero di opposizione e senza creare situazioni ambigue , se i “numeri” in una democrazia hanno ancora un loro “peso”, il Sindaco ha però il dovere di spiegare in Consiglio Comunale alle opposizioni, ma soprattutto alla Città tutta, qual è e se esiste ancora una sua maggioranza e quali sono le forze politiche che sono ancora disposte a condividere un programma elettorale che, dopo 20 mesi di amministrazione, non sembra avere avuto alcuna attuazione».

11/01/2010 9.10