Maggioranza Di Quinzio: fuori l’Idv, dentro due consiglieri Pdl

Alessandro Biancardi

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Maggioranza Di Quinzio: fuori l’Idv, dentro due consiglieri Pdl
FRANCAVILLA. A mezzogiorno l'Idv esce dalla maggioranza di centrosinistra a Francavilla al mare.
E' un segnale forte di critica al sindaco che ha revocato le deleghe all'assessore Di Pillo: l'amministrazione Di Quinzio non ha più i numeri per governare.
Nel pomeriggio si scopre che due consiglieri di opposizione (si fanno i nomi di Giuseppe Pellegrino e Carlo Matricardi, ma con insistenza circola anche un terzo nome) passano a sostenere il sindaco. L'amministrazione è salva.
Crisi no, crisi sì: sfogliare la margherita all'ombra di San Franco è sempre molto difficile.
Perché quello che succede la mattina, il pomeriggio è già superato.
«Poiché il sindaco non ha motivato sufficientemente la revoca delle deleghe al nostro assessore Di Pillo, l'Idv esce dalla maggioranza. Restiamo nel centrosinistra, ma chiediamo più rispetto per i nostri rappresentanti e per la nostra autonomia»: così il senatore Alfonso Mascitelli, nella sua veste di segretario regionale Idv, ha spiegato la decisione che priva la maggioranza dell'apporto in voti di Francesco Lando e Lucrezio Paolini, i due consiglieri Idv ieri presenti alla conferenza stampa insieme al coordinatore cittadino Mario Giangiacomo, all'assessore revocato ed al consigliere regionale Paolo Palomba.
E a sorpresa, ma non tanto visto che siamo a Francavilla al mare dove la politica non sempre ha un andamento lineare, tra il pubblico numeroso c'erano anche esponenti di primo piano del Pd, dall'avvocato Vincenzo Di Lorenzo, all'ex assessore Tina Di Girolamo, a Pina Rosato, a Edoardo Viani ed altri: resta solo il dubbio se erano lì in veste di curiosi, di spettatori, di invitati (sono stati inviati diversi sms per annunciare la conferenza stampa) o di “colleghi” nelle critiche al sindaco.
«Dal momento che è finito il rapporto di fiducia tra il sindaco Nicolino Di Quinzio e l'assessore Massimiliano Di Pillo cessa anche il rapporto fiduciario tra il nostro partito e questa maggioranza che, di fatto, ha rifiutato il nostro apporto. Né – ha detto il senatore rivolto ai suoi due consiglieri comunali – si può pensare che faremo comunque da stampella alla maggioranza: approveremo solo le delibere che porteranno un vantaggio per la città».

«SIAMO STATI SEMPRE LEALI, MA IL SINDACO NON CI APPREZZA»

«Eppure siamo stati sempre d'accordo con il programma di rinnovamento del sindaco e leali con lui – ha commentato Giangiacomo – revocare Di Pillo, che è il più votato dell'Idv, è come revocare la fiducia ai nostri elettori».
«Sono sereno anche perché già in autunno volevo dimettermi, visto che non c'era la volontà di portare avanti i progetti che proponevo – ha spiegato Di Pillo - ma il mio partito mi aveva spinto ad andare avanti, a non mollare e a cercare di mettere in piedi un cartellone di eventi natalizi pur avendo in bilancio quasi zero euro: per tutti gli eventi, compresa la stampa e la distribuzione della brochure, l'assessorato al Turismo ha speso infatti 4 mila e 500 euro».
Francesco Lando invece si è lanciato in un'analisi psicologia del sindaco Di Quinzio, giudicato troppo accentratore e troppo slegato dai partiti, mentre, ha ricordato Lucrezio Paolini, «sono ingiustificate le accuse all'ex assessore di fare clientelismo, se questo significa, come ha fatto Di Pillo, solo ascoltare i cittadini».

IL SINDACO AVEVA APPENA PRESENTATO IL BILANCIO DI 20 MESI DI AMMINISTRAZIONE

La mossa dell'Idv arriva all'indomani della presentazione da parte del sindaco di Francavilla delle realizzazioni di 20 mesi di lavoro (fatto insieme anche all'Idv).
Si tratta di un documento complesso, ben 27 pagine, scritte quasi in risposta a chi accusa l'amministrazione di non aver fatto nulla.
La nuova Giunta ha lavorato sulla riorganizzazione della macchina comunale e degli uffici, curando molto le nuove relazioni sindacali, ha messo in piedi un piano di risanamento finanziario, bloccando le spese incontrollate che nel passato avevano indebitato il Comune ai limiti del dissesto, ha cercato soluzioni compatibili per i servizi.
Per il personale – si legge nel documento - è stato «avviato un cambiamento culturale destinato ad incidere sulla trasformazione dell'Ente da soggetto gestore a soggetto attivo dello sviluppo socio-economico territoriale, con l'esigenza di ridare status, dignità ed interesse alla professione di dipendente comunale».
Soprattutto «il risanamento finanziario dell'ente è stata l'occasione per operare una ristrutturazione complessiva della spesa tagliando circa due milioni di euro di uscite discrezionali o “elettorali”».
Sono state poi cancellate le indennità ad personam (oltre 200 mila euro l'anno) per cui a parità di lavoro e di qualifica gli stipendi degli impiegati erano diversi, sono state tagliate le consulenze esterne e sono stati ridotti i costi delle delle società partecipate comunali.
Ed inoltre sono stati presentati anche i lavori effettuati o ancora in corso o in programma.
Senza dire che finalmente è partita l'operazione trasparenza con la pubblicazione dei nomi e dei compensi dei vari consulenti passati e presenti.
Tutto bene dunque per l'amministrazione Di Quinzio?
Non proprio, di fronte alle fibrillazioni interne al Consiglio comunale.
Eppure il sindaco è molto fiero per aver rispettato, pur in presenza di mille difficoltà, il patto di stabilità interno.
«Il Comune di Francavilla al Mare – ha detto - è tra i Comuni virtuosi italiani con il trasferimento dallo Stato di una premialità di 220.000,00 euro. Il processo di risanamento finanziario avviato condurrà l'ente all'azzeramento dell'indebitamento di cui questa amministrazione si è dovuta far carico e che ammonta ad oltre 7 milioni di euro oltre ai mutui contratti. In tale ottica si sta operando, con le aziende di credito interessate, una rinegoziazione degli stessi mutui al fine di incanalare ogni utile risorsa all'azzeramento, entro la fine del 2010, dei debiti contratti».

IL TENTATIVO DI CAMBIAMENTO RISCHIA DI ESSERE BLOCCATO

L'impressione che si ricava da queste notizie contraddittorie (va tutto bene-va tutto male) è che siamo di fronte al solito spettacolo già messo in scena più volte a Francavilla: cioè bloccare a tutti i costi il tentativo di cambiare un sistema di potere che è sotto inchiesta da parte di Carabinieri, Guardia di Finanza, Forestale, Demanio marittimo, Polizia di Stato.
Questo ha provocato mugugni e malcontento, che in parte sono comprensibili, se a lamentarsi sono quelli che ci guadagnavano da queste situazioni sotto la lente degli investigatori e della Procura, e che in parte sembrano, invece, suscitate ad arte dai poteri che sono stati emarginati dalla gestione della cosa pubblica.
Ora che anche pezzi della minoranza in Consiglio sembrano apprezzare il lavoro fin qui svolto (Rocco Cappelletti, un altro consigliere ex Forza Italia, non a caso ha dichiarato di essere d'accordo con la “governabilità”), il centrosinistra pare non capire che a rompere tutto si fa il gioco di chi non vuole il cambiamento e la fine dei privilegi, con annessi arricchimenti.

Sebastiano Calella 09/01/2010 9.05