Guardiagrele, prove di inciucio tra la Lega di Bossi ed il Pd

Alessandro Biancardi

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Guardiagrele, prove di inciucio tra la Lega di Bossi ed il Pd
GUARDIAGRELE. La Lega di Bossi, sbarcata da qualche tempo in Abruzzo, vota a sinistra alle elezioni amministrative di Guardiagrele?

Qualcuno lo teme e grida al tradimento: al Governo, alla Regione e a Chieti Lega e Pdl sono alleati. E allora?
Nel cuore della rossa Guardiagrele, di fronte alla Cattedrale, con una porta d'ingresso in ferro battuto canonico e con sedie rigorosamente verdi come il berrettino, la sede leghista si anima all'improvviso.
Il clima è di festa: Mauro Scioli, responsabile del partito per la provincia di Chieti, accoglie la visita di Antonello Contiero, collega segretario della provincia di Rovigo. E a sorpresa, ma del tutto casualmente, sabato mattina l'aperitivo con champagne e tartine si trasforma in una prova di inciucio a sinistra sotto gli occhi preoccupati di Dario Ceregato, Pdl, invitato con Franco Caramanico, Pd, a festeggiare gli ospiti. Arriva pure Egeo Damiano, sempre Pd, che ricorda come in effetti sia il ministro Roberto Maroni che Umberto Bossi in passato hanno avuto simpatie per la sinistra. Vista la location - e la posizione del ministro Luca Zaia sul “mangiare italiano” - un Montepulciano sarebbe stato più indicato.
Ma il business è il business e il vicino caffé non si pone il problema, nemmeno pensando alle prossime elezioni amministrative di Guardiagrele.
Fatto sta che alcune battute in chiave pre-elettorale mettono in fibrillazione anche Sandro Salvi, candidato sindaco del centrodestra, avvertito telefonicamente, quasi in diretta, che al brindisi c'era pure «quello che vuole fare la lista civica per fregarci i voti».
Tra un brindisi ed un rustico salato, la conversazione scivola sui colori. Sedie verdi d'accordo, ma le pareti sono in celestino chiaro: «il colore dell'Abruzzo» cerca di rimediare Contiero, al quale però sfugge che la regione dei Parchi ha il verde come colore naturale.
Il lampadario è in stile Murano: chissà se è un omaggio di Rovigo.
Scioli distribuisce i calici con le bollicine e rilancia le possibili alleanze per il nuovo sindaco: «A Chieti siamo per il centrodestra, qui a Guardiagrele dobbiamo ancora decidere, ma sicuramente faremo una lista autonoma».
«Come dice il grande Umberto Bossi – chiarisce il segretario di Rovigo – la Lega è una forza di popolo che guarda all'impresa e alla famiglia. Noi stiamo con chi vuole fare gli interessi della gente. Secondo noi, e parlo anche per l'onorevole Emanuela Munerato che ha avuto l'incarico dal ministro Calderoli di organizzare la Lega in Abruzzo, proprio da Guardiagrele può ripartire il riscatto di questa regione». Soddisfatto per la presenza dell'ex assessore Caramanico, che lo definisce il “Berlusconi” di Guardiagrele per le sue attività nell'industria meccanica ed elettronica nonché per la componentistica delle calzature, Mauro Scioli invita tutti ad un brindisi. Sulla porta della sede della Lega di Guardiagrele si materializza anche Renzo Pagliai, titolare della Sangro Invest (quella delle Case di riposo) e segretario provinciale del Pci anni '80, anche lui coinvolto nell'atmosfera festosa. Fuori comincia a piovere e minaccia neve. Qualcuno del Pdl si mostra preoccupato. Sarà un caso, anzi è sicuramente un caso, ma si avverte troppa amicizia tra la Lega di Bossi ed il Pd locale.

s. c. 04/01/2010 8.42