Ranghelli espulso da Pd. Castricone: «ha agito contro il Partito Democratico»

Alessandro Biancardi

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SPOLTORE. Il segretario provinciale: «E’ finito il tempo di poter fare nel PD tutto e il contrario di tutto»



E' arrivata l'espulsione dal Partito Democratico del sindaco Franco Ranghelli e di tutti i consiglieri e assessori che attualmente amministrano il comune. Il primo cittadino è sorpreso ma dal Pd non hanno dubbi: «li avevamo avvertiti».
Nessuno deve delle scuse al sindaco Ranghelli, assicura il segretario Antonio Castricone che dopo settimane e settimane di scontri aperti ha preso la decisione definitiva.
«Il sindaco», dice Castricone, «non ha mai voluto ascoltare il partito, né lavorare ad una mediazione possibile e giusta che mantenesse in vita il centrosinistra al Comune, ed ha preferito ignorare tutti i tentativi fatti dal PD a cominciare da quelli del segretario regionale, del segretario provinciale, del commissario comunale e non da ultimo di Franco Marini».
«Deve essere chiaro a tutti i cittadini» dice Castricone «che per il PD non è accettabile fare alleanze con il centrodestra: abbiamo rispetto del mandato popolare, abbiamo rispetto dei valori e dell'etica che dovrebbero appartenere a chi vuole fare politica nel PD. Per troppo tempo qualcuno ha pensato di poter utilizzare il PD per fare tutto e il suo contrario: ma oggi questo tempo è finito».
«Noi democratici» ricorda il segretario provinciale «abbiamo regole e codici etici che sono alla base del nostro comune vivere, e li dobbiamo rispettare. Il provvedimento nei confronti degli amministratori del Comune di Spoltore è un provvedimento che gli stessi conoscevano: erano stati prima sospesi, ed era stato concesso loro il tempo di lavorare alla ricomposizione del centrosinistra. In questa fase tutti abbiamo lavorato a quell'obiettivo, ma da parte del sindaco c'è sempre stata netta chiusura».
Quanto a Roselli, Castricone ricorda che «non si è mai capita la sua posizione: l'ho invitato più volte, anche pubblicamente, ad esprimere il suo pensiero, ed oggi pare evidente dalle sue dichiarazioni che è uno dei fautori di questo accordo con la destra. Per il resto diciamo solo che Roselli si dimostra il solito arrogante che scambia il partito per un albergo». 
«Nell'ultimo consiglio comunale svoltosi il 10 dicembre», racconta Massimo Di Felice, consigliere dell'Udc, «i pochi presenti hanno assistito ad un acceso confronto tra il sindaco e il vice presidente del consiglio Pierpaolo Pace».
La disputa apparentemente irrilevante riguardava la nomina di un componete della 1^ commissione consigliare. Il sindaco e la maggioranza dei consiglieri avevano indicato Mario Febo lo spoglio dello scrutinio segreto invece ha registrato l'elezione di Pierpaolo Pace.
«Subito dopo», continua Di Felice, «si sono sentite le urla del sindaco Ranghelli che nel corso di un chiarimento ad alta voce con il consigliere Pace ha avuto attimi di “trasparente” spiegazione sull'accaduto udibili da tutti i presenti».
Ranghelli da parte sua annuncia di essere sorpreso del provvedimento del suo (ormai ex) partito di riferimento e assicura di rispecchiarsi nel centrosinistra ed ha votato nell'ultima consultazione per il Partito Democratico.
Lo stesso PD però gli chiedeva, rimanendo inascoltato, di azzerare l'amministrazione allestita con alcuni esponenti di Alleanza Nazionale e di Rialzati Abruzzo.
«Nella circostanza», chiude Di Felice, «appare singolare e incomprensibile l'atteggiamento del padre putativo della nomina di Ranghelli sindaco e di tuttte le azioni sconcertanti adottate dall'amministrazione comunale di Spoltore. Infatti se da una parte Ranghelli viene espulso dal PD dall'altro l'artefice della sua nomina a sindaco e unico consigliere taciturno resta tra i componenti del partito democratico a livello regionale forte della sua elezione alle primarie dello scorso 25 ottobre, ovvero Marino Roselli».

15/12/09 15.38