Vaccini influenza A/H1N1: «come è andata a finire in Abruzzo?»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. A che punto è la campagna di vaccinazione contro l’influenza A/H1N1 nella nostra Regione?


Per quale motivo si sono registrati gravi ritardi sull'inizio della campagna vaccinale?
Sono queste alcune delle domande che i consiglieri Maurizio Acerbo (Rc) e Antonio Saia (Pdci) hanno rivolto al presidente della giunta Gianni Chiodi e all'assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni.
Sulla influenza A, è ormai palese, sono state tante le contraddizioni emerse: dai dubbi sul vaccino ai ritardi in alcune regioni, all'allarmismo per «numerosi» casi mortali che in realtà erano in media con i decessi per la classica influenza stagionale.
In più con una ordinanza firmata lo scorso 3 dicembre il viceministro della sanità Ferruccio Fazio ha disposto l'estensione della vaccinazione antinfluenza A/H1N1 nei confronti delle persone che hanno più di 65 anni portatori di patologie croniche.
Queste persone, sottolineano Acerbo e Saia, «inizialmente erano state escluse».
I due evidenziano anche il fatto che nella stessa ordinanza «si prevede che ai soggetti di età superiore ai 60 anni vadano somministrate due dosi di vaccino, a distanza di un mese, (come già avviene per i bambini di età inferiore ai 9 anni). Tutto ciò avviene con notevole ritardo rispetto alla evoluzione della epidemia influenzale che sembrerebbe aver già superato il suo acme e che sembra in fase decrescente».
Infine nella interpellanza i consiglieri Saia e Acerbo chiedono: «Quali nuovi elementi hanno determinato le nuove disposizioni contenute nell'ordinanza ministeriale nel momento in cui l'epidemia sembra in via di risoluzione e come si giustifica il fatto che si possa ricominciare la nuova fase di vaccinazione, che richiederà tempi lunghi mentre sono ancora in corso le vaccinazioni per le prime classi di soggetti inizialmente ammessi alla vaccinazione (tenendo conto ci sono già appuntamenti programmati fino a fine dicembre e oltre)».

11/12/2009 13.49