Piano sociali di zona. PD:«la Regione parte in ritardo»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Un incontro organizzato dal Pd per parlare di “Politiche sociali e Piani di zona:dall’esperienza alle nuove prospettive. Discutiamone insieme.”


L'incontro si è reso necessario, fanno sapere dal Pd, visto il «forte ritardo che si registra da parte della Regione sull'attuazione dei nuovi Piani sociali di zona».
«L'Assessore Gatti è stato costretto a chiedere una proroga per i Piani sociali di zona, ma non ha specificato con quali mezzi e risorse finanziarie vi farà fronte», dicono Sclocco e Ruffini .
Il Piano sociale regionale 2007-2009 scadrà infatti il prossimo 31 dicembre 2009.
Solo a pochi giorni da questa scadenza, la Giunta Regionale ha deliberato una proroga per i Piani di zona dei servizi sociali attuali, al fine di evitare la sospensione dei servizi stessi.
Una proroga, tuttavia, che lascia perplessi i componenti del Pd in quanto «non indica un termine specifico (si presupporrebbe un anno), ma si limita genericamente a prorogare di fatto sine die gli attuali Piani in attesa dei nuovi».
Su questo atto, che dovrà passare all'esame del Consiglio, il Partito democratico proporrà emendamenti per delimitare la proroga ad un solo anno e per indirizzare tale percorso di programmazione secondo principi di trasparenza, di ampia partecipazione e di legittimità.
«Del resto», continuano Sclocco e Ruffini, «il processo di formazione del nuovo Piano è iniziato in modo confuso e privo di una chiara strategia: con l'adozione di uno stringatissimo Atto di indirizzo, è stato individuato un Gruppo di lavoro, composto dai dirigenti regionali e dai rappresentanti di 8 ambiti sociali, scelti in base a criteri non del tutto trasparenti. Tale Gruppo di lavoro sta discutendo sulla base di una bozza di Piano sociale, predisposta su mandato del precedente Assessore, le cui Linee Guida appaiono particolarmente carenti sul piano metodologico ed amministrativo. Il percorso programmatorio non solo non è definito, ma sembra escludere al momento qualsiasi coinvolgimento partecipativo, al di là degli 8 ambiti, dei Comuni, delle Associazioni, dei Sindacati, delle Associazioni, degli stessi cittadini».
Secondo i consiglieri regionali gli Enti d'ambito non riusciranno nemmeno a programmare le attività, che rischiano di essere prive di una pianificazione quindi precarie.
«Per queste ragioni», aggiungono Sclocco e Ruffini, «riteniamo che sul sociale non ci si debba dividere. Serve invece un momento di confronto serio tra Comuni, Enti d'Ambito, amministratori e associazioni per fare una riflessione sull'esperienze del vecchio Piano e per capire in che direzione andrà il nuovo».
Quindi un incontro propositivo dove si cercherà di dare impulso alla nuova programmazione delle politiche sociali e alle nuove esigenze espresse da tutti i cittadini.
L'incontro si svolgerà a Teramo Giovedì 10 Dicembre alle ore 16.00 presso la sala del Centro Servizi del Volontariato- Piano d'Accio. Nel programma dei lavori sono previsti numerosi interventi di amministratori e operatori del sociale.

09/12/2009 16.41