Verdi. No alle pelli di animali allevati in Cina

Alessandro Biancardi

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Il Capogruppo regionale dei VERDI, Walter Caporale, nel corso del Consiglio regionale di oggi, presenterà in aula una risoluzione contro l'importazione e la vendita di pelli di animali allevati nel territorio della Repubblica Popolare Cinese, dal momento che l'allevamento di animali da pelliccia in Cina non è disciplinato da nessuna norma di protezione degli animali e che le condizioni degli allevamenti sono assolutamente drammatiche e non conformi a nessuno standard definito dall'Unione Europea.
«Premesso che nel nostro Paese i capi di abbigliamento di pelliccia hanno registrato per motivi etici, una drastica riduzione delle vendite e del gradimento del pubblico», dice Caporale, «un fenomeno inverso si individua nell'uso di accessori che contengono pelli provenienti soprattutto dal mercato Cinese, dove per la realizzazione di pellicce vengono utilizzati gli animali domestici o animali provenienti da allevamenti non conformi agli standard europei. Ho dunque ritenuto necessario presentare una risoluzione che impegni la Giunta regionale affinché introduca l'obbligo di etichettatura di tutti i capi contenenti parte o interi di spoglie di animali sottoposte a concia o altri trattamenti che mantengano inalterata la struttura naturale delle fibre, indicando espressamente la specie utilizzata, il metodo di allevamento e di uccisione, l'azienda di confezionamento e il Paese di provenienza, e applichi tale obbligo anche ai peluche e gadget realizzati con gli animali in questione».
1/03/2006 8.49