Di Pietro a L'Aquila, «la magistratura faccia piena luce sul terremoto»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6375

L'AQUILA. E' arrivato questa mattina a L'Aquila Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, per la presentazione del libro Ju tarramutu di Samantha di Persio.


L'esponente dell'Idv ha parlato di terremoto, politica e soprattutto di Silvio Berlusconi, il suo bersaglio preferito.
«E' ora di tracciare una prima analisi su quello che e' accaduto», ha detto parlando del sisma.
«Credo che vada distinto, ancora una volta, cio' che e' successo prima del terremoto ed e' legato non solo al fenomeno naturale ma anche all'incuria e al mancato controllo. Auspichiamo che la magistratura faccia tutto quello che deve fare. Per quello che concerne la ricostruzione noi monitoreremo sui modi e sui tempi».
Un riferimento anche alle inchieste giudiziarie di questi giorni: «speriamo», ha detto l'ex pm di Mani Pulite, «che si controlli che non ci siano favoritismi durante la ricostruzione. E' immorale, proprio perchè si specula sulle tragedie umane. Quanto ai tempi della ricostruzione denunciamo che una cosa e' la politica del dire, altra cosa e' la politica del fare. Il premier, quando c'era da 'pompare' che tutto sarebbe stato fatto in poco tempo, veniva in pochi giorni. Adesso e' meglio che non venga, visto che le cose da fare stanno ancora tutte li' e le persone stanno ancora in giro come migranti, negli alberghi, senza avere una possibilità».

BERLUSCONI E AMBIENTI MALAVITOSI: «FARE CHIAREZZA»

Di Pietro ha detto che è «legittimo e doveroso fare chiarezza sui rapporti tra il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e i suoi rapporti con gli ambienti malavitosi».
«Bisogna distinguere – ha sottolinea - tra i mandanti esterni, se esistono, delle stragi di mafia e il coinvolgimento dell'imprenditore Berlusconi con i suoi rapporti con soggetti contigui alla mafia».
Di Pietro ha fatto anche riferimento a episodi in Parlamento: «Berlusconi si può arrabbiare quanto vuole - spiega - ma Dell'Utri in Parlamento non ce l'ho portato certo io ed è uno condannato in primo grado per favoreggiamento alla mafia. E' lui stesso - aggiunge - che autorizza a pensare male quando si avvale della facoltà di non rispondere davanti al tribunale di Palermo. Berlusconi - conclude Di Pietro - si guardi allo specchio e si interroghi sulle ragioni per cui è legittimo fare indagini sui suoi rapporti con ambienti malavitosi».
Sulla riforma del processo il leader dell'Idv ha le idee chiare: «ben volentieri discuterei di riforme, ma non è di questo che si discute in Parlamento. Di riforme della giustizia c'é gran bisogno anche a livello sociale. Purtroppo a Berlusconi non importa riformare la giustizia, ma è interessato più a deformare le regole processuali per assicurarsi l'impunita».
Per Di Pietro, infatti, «in Parlamento non c'é dibattito sulla riforma della giustizia, c'é soltanto il presidente del Consiglio, i suoi avvocati e una maggioranza asservita che non chiedono di fare una riforma, ma semplicemente di fermare il corso della giustizia per quanto riguarda Berlusconi e gli amici suoi».

01/12/09 15.36