Comunità Montane, 6 centri esclusi. Pd: «serve riorganizzazione»

Alessandro Biancardi

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6574

PESCARA. Penne, Bussi, Vicoli, Civitaquana, Pietranico, Castiglione a Casauria.


Sono questi i Comuni che rischiano di uscire fuori dall'area servita dalla Comunità montana dopo la riorganizzazione voluta dalla Regione.
Secondo il progetto infatti scomparirebbe la Comunità montana Vestina, che si andrebbe ad accorpare a quella Maiella-Morrone.
Ma resterebbero fuori Comuni di prima importanza dell'area vestina.
«La riorganizzazione è necessaria», dice il segretario provinciale del PD Antonio Castricone, «ma bisogna utilizzare un criterio equo sulle caratteristiche dei Comuni da mantenere all'interno degli enti montani. Ci sono poi i servizi oggi gestite dalle Comunità montane o da loro società: il vuoto è proprio ciò che va evitato, perché non si può mettere in piedi una riforma che non prevede chi dovrà erogare i servizi nei Comuni che usciranno dalla Comunità montana».
«Non ci pare equo applicare il solo principio dell'altitudine per decidere chi dovrà far parte della Comunità e chi no» sottolinea Ennio Napoletano, rappresentante del PD nell'area vestina, «perché ci sono anche la marginalità e le pendenze. Bisogna riformulare il quadro dei Comuni che potranno continuare a far parte di un Ente Montano. Esprimiamo soddisfazione in questa prima fase in quanto l'assessore Masci ha riconosciuto che la Legge è iniqua» dice Napoletano, «e pertanto intende rimodulare solo la parte che riguarda le Comunità Montane della Provincia di Pescara, confermando la riduzione avvenuta nel resto delle Provincie, in quanto troppi comuni della Val Pescara presentano caratteristiche e altimetrie di molto inferiori ai comuni esclusi dell'area vestina. Nei prossimi giorni avremo un incontro insieme con i tecnici regionali al fine di concordare una proposta congiunta».

24/11/2009 9.06