Nomine Fira e Abruzzo Engineering. Pd e Idv: «Chiodi mentiva sulla meritocrazia»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Dopo la notizia sulle nuove nomine di Fira e Abruzzo Engineering è pioggia di critiche da parte del Pd e dell’Idv.


A Rocco Micucci, ex sindaco di Rapino, spetta la presidenza della Fira e nel cda sono finiti anche Andrea Di Prinzio, Giordano Albanese, Giacomo Agostinelli, Nicola di Marco. A Francesco Carli la poltrona più alta di Abruzzo Engineering.
Qualcuno si aspettava scelte più tecniche e esperti del settore economico, soprattutto per quanto riguarda la Fira. Ma così non è stato.
Per il segretario regionale del Partito Democratico, Silvio Paolucci non si vede «alcuna meritocrazia» ma sarebbero stati premiati «esclusivamente gli amici».
«Il presidente Chiodi», ha detto ancora, «dovrebbe rendere conto agli abruzzesi: ha annunciato in campagna elettorale che avrebbe lanciato l'era della meritocrazia, ma alla prima prova ha consentito che nei consigli d'amministrazione venissero nominati soci e amici dei potenti».
«Eppure», continua l'esponente del Pd, quelli assegnati «sono posti delicati, in società alle quali sono affidati compiti importanti per lo sviluppo dell'Abruzzo, postazioni nelle quali sarebbe dovuto andare il meglio delle intelligenze della nostra regione, dai tecnici ai migliori professionisti con alle spalle curricula solidi».
«Emblematico», sempre per Paolucci il caso della Fira, dove «si premia chi perde elezioni comunali e provinciali ma oggettivamente non ha alcun titolo. La maggioranza preferisce accontentare gli amici, privilegiando la fedeltà alla reale capacità di incidere positivamente sulla gestione delle società pubbliche».
«Sulla Fira», interviene anche la consigliera regionale Marinella Sclocco (sempre Pd) «la Giunta non ha risparmiato. Dopo mesi di rinvio, il puzzle delle nomine è compiuto ma di novità in seno al numero dei componenti del Cda non se ne parla».
Non si è viste neppure «il tanto auspicato taglio dei membri del Cda», continua la Sclocco. «Credo che sia una buona quella di trasformare la Finanziaria Regionale da house providing in vera e propria banca. La ricerca del libero mercato può essere vantaggioso per le aziende che operano su territorio. Invito l'assessore Alfredo Castiglione a lavorare celermente affinché ciò avvenga in fretta».
Non ci va sul leggere nemmeno il consigliere dell'Idv, Lucrezio Paolini, secondo il quale la giunta avrebbe «nominato come da ‘programma elettorale' le persone giuste al posto giusto». «Ci aspettavamo una vera riforma della Fira», continua Paolini, «con tagli seri e non propagandistici ai Consigli di Amministrazione e non un neo presidente eletto su indicazione della Giunta, ora anche esperto di finanza, oltre che esperto di ambiente e di case popolari. In questo momento di carenza di risorse finanziarie, bisognava pretendere di porre alla guida del principale braccio operativo della Regione, per il rilancio della nostra economia, una persona che conoscesse i meccanismi finanziari nazionali e internazionali e tagliasse gli sprechi».

18/11/2009 14.55

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