Quagliariello:«Il Pdl deve cambiare, guardare avanti e a Chiodi»

Alessandro Biancardi

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Quagliariello:«Il Pdl deve cambiare, guardare avanti e a Chiodi»
L’INTERVISTA. ABRUZZO. Il Pdl cambia natura e si affida a Gianni Chiodi. Fondazioni e sviluppo economico nel futuro del partito. Il senatore Gaetano Quagliariello, vice capogruppo al Senato, in esclusiva a PrimaDaNoi.it.
Il Pdl dall'ex sindaco di Celano all'ex sindaco di Teramo? E' un Abruzzo diverso quello che disegna il senatore Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale durante una pausa dei lavori del Senato.
E l'autostrada che da Roma punta decisa verso il mare Adriatico, alla biforcazione per Magliano dei Marsi tirerà dritto: non più la pianura verso il Fucino, ma le montagne dell'Aquila e il lungo tunnel per vedere il Gran Sasso dalla parte di Teramo.
Anche da lì, come da Avezzano e Celano, si può arrivare al mare, a Pescara prima e poi a Chieti.
Ma non sarà più come oggi: lo scontro Piccone-Giuliante, nato sulla differente interpretazione geografico-economica del capoluogo regionale, rischia così di terremotare il panorama politico.
Perché non è vero che il senatore Gaetano Quagliariello tace sullo scontro frontale tra il coordinatore regionale del Pdl ed il capogruppo alla Regione: parla e parla chiaro.
Prima non lo aveva fatto solo per due motivi.
Il primo –dice- riguarda gli impegni in Parlamento con la Finanziaria. Il secondo è che la polemica che ha infiammato e spaccato il Pdl abruzzese «a Roma non è proprio arrivata»…. C'è da crederci.

«IL PARTITO È FORTE, HA SEMPRE VINTO E VINCERÀ ANCHE ALL'AQUILA»

La telefonata del senatore, uno dei più influenti leader nazionali del Pdl, arriva improvvisa dopo varie sollecitazioni: «Le vicende locali più importanti le seguiamo eccome, ma le varie esternazioni, i qui pro quo, le dichiarazioni rientrano nel teatrino della politica, per usare una definizione cara al presidente Berlusconi».
Sarà pure così senatore, ma l'impressione netta è che il Pdl abruzzese in questa settimana ha avuto la febbre molto alta: solita influenza o il nuovo virus?
«Conosco l'Abruzzo ed il temperamento degli abruzzesi e anche questo va messo in conto. Però nello specifico quel contrasto non è né un caso né un problema, insomma la polemica non sposta niente».

E' una guerra di riposizionamento tra gruppi e tra le due anime del Pdl (An e Fi) o un calo di tensione verso i problemi dell'Abruzzo?
«Io conosco la vicenda solo dai giornali. Pensi che non ho avuto nemmeno il tempo di parlarne con il senatore Piccone che pure mi siede di fronte al Senato. Ho letto le espressioni dure, i comunicati di solidarietà, ma al di là di questo non c'è nulla di importante».

Sorvoliamo sui toni: però l'episodio potrebbe avere una ricaduta negativa sulle prossime elezioni alla Provincia dell'Aquila…
«Il partito in Abruzzo finora non ha perso un colpo. L'exploit alle europee, i successi a Teramo e Pescara, la Regione. Si tratta di completare il quadro con la Provincia dell'Aquila. Non credo che una frase possa compromettere il lavoro che stiamo svolgendo proprio all'Aquila».

Ma un coordinatore regionale che risponde ad una critica con un fuoco di sbarramento di dichiarazioni e senza preoccuparsi delle conseguenze, non è un pò atipico?
«Vede, la classe dirigente di un partito si vede se c'è o non c'è dagli obiettivi che raggiunge. E finora ci siamo. Adesso si tratta di far fruttare i successi che abbiamo collezionato con una classe dirigente all'altezza».

«VOGLIAMO UN PDL PIÙ ATTREZZATO, ARRIVA LA FONDAZIONE MAGNA CARTA»

C'è in vista una svolta nella natura del Pdl abruzzese e non mi riferisco solo alle nomine? Alleanza nazionale ha già messo in piedi 3 Fondazioni e in questi giorni il Cantiere di Fabrizio Di Stefano è attivo con una scuola di formazione politica…
«Nulla vieta che ce ne siano quattro o cinque. Infatti a breve in Abruzzo ci sarà anche Magna Carta, la mia Fondazione che ha una spiccata vocazione culturale, storica ed economica. Insomma vogliamo dare una risposta non improvvisata ai problemi dell'Abruzzo, facendo crescere i nostri dirigenti. L'obiettivo è di rendere più autonomi i nostri consiglieri regionali e il nostro partito».

Nel senso di più “attrezzati” non per la formazione scolastica o universitaria, ma per l'apertura e l'approfondimento sulle problematiche di oggi?
«Certamente. Spero che si chiuda subito la stagione delle nomine, perché ho in mente un partito di mobilitazione, un partito che abbia strumenti ed iniziative per selezionare i dirigenti. In questo quadro mi auguro che le Fondazioni non diventino correnti, ma strutture di elaborazione politica».

PDL: DAGLI AFFARI PRIVATI ALLA QUESTIONE MERIDIONALE, CON LA PROMOZIONE DI CHIODI

Converrà con me che le ultime vicende giudiziarie, mi riferisco al sequestro dei beni dell'onorevole Sabatino Aracu, danno al Pdl un'immagine affaristica e non certo “culturale”…
«Si, ho saputo, ma non confonderei le acque. Io ho parlato di prospettive future, queste vicende sono il passato. L'Abruzzo ha una sua storia. Oggi deve cambiare pagina».

E come?
«Mi sembra che la nuova storia sia iniziata con il presidente Gianni Chiodi. Le vicende abruzzesi, dal terremoto in poi, lo hanno messo alla prova e mi sembra che si stia muovendo bene. Tenga presente che non è nemmeno facile tenere insieme le due anime (An e Fi) del partito, ma anche qui ci sta riuscendo».

Lo promuoviamo sul campo?
«Non è questo il problema. Si tratta di lavorare in uno scenario nuovo che presenta due aspetti importanti. Il primo è che l'Abruzzo si colloca all'interno della questione meridionale, che è diversa da com'era prima. Non più questione di capitali, ma di condizioni perché i capitali arrivino: penso alle risorse umane, penso alla sicurezza. E l'Abruzzo può diventare il “primo sud”, cioè la regione più all'avanguardia nel Mezzogiorno. Se non lo fa, si scivola nella terra di mezzo, si vivacchia».

«BISOGNA SUPERARE IL POLICENTRISMO NELLA REGIONE E NEL PARTITO. INTEGRARE CARLO MASCI»

Torniamo a quello che diceva Remo Gaspari, quando il suo Abruzzo era la locomotiva del sud che aveva agganciato il nord?
«Sì, dobbiamo ripartire con lo sviluppo. Il secondo aspetto di cui dicevo prima, è la natura dell'Abruzzo. Come “legare” il suo territorio in un corpo unico? Il suo territorio è piccolo, ma policentrico, con gli eterni contrasti mare-monti. Bisogna lavorare anche su questo».

Insomma una risposta indiretta allo scontro proprio su questo aspetto tra Piccone e Giuliante. Ma anche il Pdl abruzzese è policentrico, se si pensa al ruolo di Carlo Masci…
«Il contributo del Pdl-2, così chiamo la lista che ci ha aiutato a vincere le elezioni, è stato importante. Si tratta di integrare il leader e non solo lui all'interno del Pdl».

I RITARDI DEL CENTRODESTRA: COMUNE DI PESCARA E SANITÀ

Masci però è critico sui ritardi al Comune di Pescara e sulle lentezze e indecisioni del centrodestra. Prima di integrarlo, si tratta di convincerlo…
«La situazione al comune di Pescara è fisiologica. Ci serve qualche tempo per partire, ma vedrete che poi si avvierà tutto».

Anche nella Sanità non si vedono strategie e riforme importanti, al di là delle nomine dei due commissari e del licenziamento dei manager…
«Non è vero. La situazione abruzzese del debito sanitario, rispetto alle altre Regioni, è meno grave di quanto si pensasse. Questo ci aiuterà ad approntare risposte positive. Ma la voglio lasciare con un appello: la stampa faccia la sua parte nel controllare tra qualche mese se, ad esempio, le Fondazioni hanno fatto il loro mestiere o se erano solo correnti politiche».

CHIODI, PRESIDENTE DELLA REGIONE E LEADER DEL PDL

Sfida importante quella del senatore Quagliariello, ottimo spunto.
Ma anche il sintomo di una apertura del Pdl verso gli elettori, aspetto importante per un partito che non ha assemblee, incontri e momenti di confronto istituzionalizzati e che è costretto ad affidarsi alle interviste o alle liti locali per indovinare la linea politica.
Da quello che pare di capire, il futuro del Pdl è Gianni Chiodi.
A lui, che all'inizio non era sponsorizzato proprio da tutti, si riferisce con chiarezza il senatore Quagliariello quando parla dell'uomo su cui deve puntare la Regione per uscire dal sottosviluppo del Mezzogiorno.
Dunque potrebbe essere lui, per capacità e nervi saldi, il leader incontrastato del Pdl in Abruzzo. Insomma la riscossa delle “virtù teramane”.

Sebastiano Calella 07/11/2009 9.13

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