Giuliante(Pdl):«Dopo la commessa dall’Inps la Transcom non può chiudere»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. «La Transcom deve riaprire a pieno organico, con 345 lavoratori e non soltanto con una settantina.
È impensabile che possa rimanere a L'Aquila e beneficiare delle agevolazioni di cui godranno le imprese per il rilancio del nostro tessuto socio-economico gettando nella disperazione 276 famiglie aquilane già ampiamente provate dal terremoto».
Gianfranco Giuliante non ci sta e invita la Transcom a valutare bene le proprie decisioni.
La procedura per i licenziamenti avviata lo scorso giugno si basava su motivazioni che oggi non sarebbero più plausibili secondo il capogruppo del Pdl.
In primo luogo perché lo stabile non sarebe più inagibile e in secondo luogo perché le difficoltà lamentate, ovvero di non riuscire ad aggiudicarsi commesse a causa dell'altro costo del lavoro, sarebbero state anch'esse in tutta evidenza superate.
Infatti l'azienda ha ottenuto una commessa dall'Inps-Inail importante.
«Logica vorrebbe che venisse spesa nel capoluogo della nostra regione. A questo punto, infatti, – aggiunge Giuliante – sarebbe incomprensibile, per non dire altro, dover prendere atto che mentre si conferma la spregiudicata volontà di licenziare i lavoratori aquilani, nello stesso tempo si offre la disponibilità a farsi carico di ben 170 lavoratori pugliesi, allo stesso livello salariale, della Omnia. Il tutto, aspetto ancor più inquietante, senza rinunciare a godere, con una piccola e residuale pattuglia di dipendenti, di quei benefici e agevolazioni fiscali di cui godranno le altre aziende che, a differenza della Transcom, sembrano scommettere con ben altra determinazione sul rilancio del nostro territorio. Né, al momento, offre le necessarie garanzie la ventilata ipotesi che i 276 lavoratori attualmente in mobilità possano essere riassorbiti nel prossimo futuro da A-Care».
«Una cosa è certa», ha precisato Giuliante, «noi continueremo a vigilare affinché nessuno possa pensare di giocare sulla pelle delle persone né tantomeno ottenere benefici fiscali senza aver detto chiaramente e senza infingimenti cosa vuol fare concretamente nel breve come nel lungo periodo e a tal riguardo sarebbe bene che la Transcom si decidesse a illustrare quel piano industriale che sinora si è guardata bene dal presentare. A tal proposito – conclude Giuliante – valuteremo attentamente la possibilità di inserire clausole di accesso ai benefici della zona franca nei confronti di aziende che faranno della precarizzazione del lavoro e della ricerca esclusiva del profitto elementi caratterizzanti che non tengano nel dovuto conto le drammatiche condizioni in cui versa L'Aquila».

06/11/2009 12.28