Il contratto Swap pesa su Francavilla… ma c’è chi nega

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. «Ma io non ce l'avevo con Alessandro Bruno. Con lui non ho motivi di polemica, anche perché tra la mia amministrazione e la sua c'è stato di mezzo un periodo di Commissario prefettizio. In quei mesi, con una ventina di assunzioni, il Bilancio ne risentì». * LA REPLICA. DI QUINZIO:«SULLA COSMEG ECCO COSA DICONO LE CARTE»
Roberto Angelucci si fa vivo dopo la pubblicazione dell'intervista ad Alessandro Bruno, ex sindaco di Francavilla al mare.

ANGELUCCI: «NON ABBIAMO MAI FATTO UN CONTRATTO DI SWAP»

Quella di Bruno era una critica educata riferita al suo modo di amministrare «attento alle spese» non riconoscendosi in quello che è venuto dopo.
Per esempio voi avete fatto contratti di swap?
«No, non mi sembra – spiega Angelucci – almeno non ricordo. Se vuoi mi informo». Ok, aspetto. Ma sono sicuro di averne già scritto.
In attesa della nuova telefonata, sfoglio l'archivio di PrimDaNoi.it.
E trovo che della questione si è parlato due volte.
La prima per una lite pubblica (nei corridoi del Comune) sul contratto di swap tra l'ex assessore Giuseppe Pellegrino, che negava l'esistenza del contratto, ed il sindaco Nicolino Di Quinzio che gli rinfacciava la speculazione rischiosa con i soldi dei cittadini, roteando una relazione che gli era appena arrivata.
La seconda per un Consiglio comunale di fuoco dove lo stesso Pellegrino, che prima aveva negato, tirò fuori il contratto di swap, sostenendo che era stato un affare per il Comune in quanto ci aveva guadagnato.
La telefonata di Angelucci arriva dopo un po'.
«Mi sono informato. Confermo quello che ti ho detto – spiega Angelucci – mai fatto un contratto di swap. Noi abbiamo fatto operazioni finanziarie solo a vantaggio del Comune».

MA IL CONTRATTO ESISTE ED È GIÀ STATO OGGETTO DI POLEMICHE

Eppure negli articoli già pubblicati c'era come allegato proprio un contratto di swap.
«Oggetto: Operazione swap Comune di Francavilla al mare (CH)», pare incontrovertibile.
Chi ci guadagna? Ci guadagna la Banca (come sempre) o il Comune?
L'esperto a suo tempo contattato (Attilio Di Mattia) spiegò che se apparentemente il Comune ci guadagnava, i dolori sarebbero arrivati a metà 2009 e che sarebbe stato meglio uscire dal contratto nel 2010.
Sarà vero?
Sindaco Di Quinzio: ma questo swap c'è o non c'è?
«La stampa è piena di negazionisti. Pensiamo che addirittura c'è chi nega l'Olocausto, che vuoi che sia negare che a Francavilla ci hanno lasciati pieni di debiti».
Si riferisce all'amministrazione Angelucci?
«Io non lo penso nemmeno, quando fa il perseguitato e chiede confronti pubblici che io non gli concederò mai non per timore, ma solo perché lui è bravissimo a parole, è fantasioso. Io parlo con gli atti ufficiali e con le delibere: i debiti ci sono e sono tanti. Sullo swap le passo il direttore generale».

INTERESSI, COSTI OCCULTI E PENALI STROZZANO FRANCAVILLA

Il direttore Infantino, in questo momento quale risulta essere lo stato dell'arte di questi contratti speculativi?
«Siamo in passivo. Le posso anticipare a memoria che il primo semestre 2009 è stato positivo per il Comune, nel senso che ci ha guadagnato. Ma questo secondo periodo è passivo e magari si rimangia tutto l'attivo».
Ma c'era bisogno di questo tipo di speculazione?
«In effetti mi domando perché sia stata attivata questa posizione, quando si trattava di realizzare una semplice rinegoziazione dei mutui – continua il direttore – ci sono costi occulti che vanno tutti a carico del Comune e che rendono insopportabile il peso degli interessi».
Pensate di uscire da questo contratto?
«Ci stiamo pensando - conclude Infantino – ma non è semplice. Solo per uscire dovremmo pagare una penale di 120 mila euro, cioè soldi di tutti i cittadini che servirebbero ad altre cose e che il contratto a suo tempo sottoscritto gira alla Banca. Per il momento paghiamo il semestre come si presenta in attesa di tempi migliori. Ma è un'altra emorragia di soldi imprevista che mette in difficoltà la gestione attuale del Comune».

Sebastiano Calella 31/10/2009 9.35

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LA REPLICA. DI QUINZIO:«SULLA COSMEG ECCO COSA DICONO LE CARTE»


FRANCAVILLA. Il sindaco di Francavilla interviene dopo l'articolo in cui Raffaele Landolfo, dipendente del Ministero dell'Economia e delle Finanze, esprime sue perplessità e qualche critica sulla decisione del Comune disciogliere la Cosmeg, la società partecipata che si interessa di mense scolastiche e di scuolabus.
«Si ha l'impressione – scrive in un comunicato il sindaco Nicolino Di Quinzio - che vengano fatte affermazioni improprie e a titolo personale, non essendo a conoscenza degli atti posti in essere e senza un minimo di informazione documentale sulla vicenda».
La storia documentale è questa: scioglimento con delibera del consiglio comunale n. 19 del 15 luglio 2009, atto notarile di scioglimento e messa in liquidazione, con nomina di due liquidatori.
«Questo potere – aggiunge il sindaco - rientra tra quelli espressamente previsti dal Codice civile e ancor di più dall'articolo 2487, comma 1, dello stesso codice che stabilisce che i liquidatori “compiono tutti gli atti necessari alla conservazione del valore di impresa”. Pertanto il commento del tutto generico espresso dal Landolfo pare non tenere conto né del Codice Civile né della normativa pubblicistica che regola la materia. Da diverso tempo il legislatore ha imposto agli enti locali la riduzione dei “costi politici” delle società partecipate. E il nostro provvedimento va proprio in tale direzione».
« Non si comprende nemmeno – aggiunge il sindaco - come lo stesso Landolfo “da tecnico” difenda i costi di una struttura organizzativa, degna di miglior causa, composta da ben 10 persone che costavano all'amministrazione circa 200 mila euro l'anno. Oggi la stessa attività, in gestione provvisoria, costa meno con un risparmio annuale di circa 150.000 euro. Non si capisce, poi», ha aggiunto Di Quinzio, «come si fa ad affermare che la società non sarebbe in fase di liquidazione senza leggere i documenti prodotti e parlando solo “per sentito dire”. Infatti – continua Di Quinzio - nel verbale di messa in liquidazione della società si fa espresso riferimento alla gestione provvisoria che devono assicurare i liquidatori nelle more dell'espletamento della gara di appalto, con procedura ad evidenza pubblica di rilievo comunitario, da parte del Comune di Francavilla al Mare».

SUI DANNI ERARIALI

Passando al problema dei danni erariali che il Comune potrebbe subire «si rimane stupìti: il danno dovrebbe essere quello dei 200.000,00 euro di costi politici pagati impropriamente per il noleggio dei pulmini del trasporto scolastico. Pertanto si rigettano in toto le affermazioni di Landolfo che, da quanto appare, nulla hanno di tecnico e sembrano frutto di una strumentalizzazione tesa a creare confusione, rispetto ai chiari risultati che si stanno raggiungendo in materia di gestione delle partecipate dell'ente e in particolare nella gestione dei servizi di assistenza scolastica (mense, trasporto e asilo nido), come è emerso anche nel pubblico incontro tenutosi al Palazzo Sirena lo scorso 25 ottobre».
31/10/2009 9.44

LANDOLFO:«PROCEDURA DA RIVEDERE»

«Quella che Di Quinzio chiama gestione provvisoria non è prevista da alcuna norma trattandosi, invece, come correttamente ho inteso, di gestione commissariale straordinaria che è in contrasto con la presenza di una gestione liquidatoria».
E questa in sintesi la controreplica di Landolfo che aggiunge: «la procedura di liquidazione della Cosmeg s.r.l. va rivista urgentemente dal Consiglio Comunale essendo, a parere di chi scrive, non conforme alla normativa procedurale per la liquidazione di una qualsiasi società con capitale pubblico. Tralascio di analizzare l'ipotesi di danno erariale che sarebbe troppo complessa spiegare in questa sede e che,comunque, spetta alla magistratura amministrativo-contabile valutare. Una sola considerazione: i piccoli e insignificanti risparmi di oggi dovranno essere valutati con il primo rendiconto dell'Ente alla luce dei costi/benefici a cui vanno aggiunti i costi della liquidazione. Penso - e di questo non ho gli atti- saranno stati analiticamente e correttamente analizzati nel pluriennale dell'Ente comunale, anche se,allo stato, non risulta».

02/11/2009 8.00