Saia e Acerbo: «no al trasferimento del presidio di San Valentino»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. I consiglieri regionali Antonio Saia del P.d.C.I. e Maurizio Acerbo di Rifondazione Comunista esprimono ferma contrarietà al trasferimento del reparto di riabilitazione del presidio ospedaliero di San Valentino.
Si tratta infatti dell'unica struttura pubblica di riabilitazione della Regione Abruzzo, unico baluardo alla dilagante espansione dei centri di riabilitazione privati che detengono quasi il monopolio del servizio.
«La chiusura del centro di San Valentino», spiegano Saia e Acerbo, «andrebbe in contrasto con quanto sino ad oggi previsto dai piani sanitari della Regione ed andrebbe a favorire l'implementazione dell'attività riabilitativa da parte delle strutture private accreditate che già oggi assorbono colossali risorse dal fondo sanitario regionale».
Saia ed Acerbo ritengono, al contrario, che il Centro di San Valentino vada potenziato, affiancando ad esso anche un servizio territoriale di pronto intervento, ed incrementando anche l'attività riabilitativa ambulatoriale e in regime di Day-hospital.
«E' del tutto evidente che una struttura, come quella di San Valentino, non debba essere finalizzata alla riabilitazione dei Pazienti in fase acuta», continuano i due consiglieri, «ma deve svolgere un ruolo estremamente importante nella riabilitazione, in regime di ricovero, dei Pazienti stabilizzati».

30/10/2009 12.00