D'Innocenzo indagato lascia l'assessorato. Benedetti: «inaudita delicatezza»

Alessandro Biancardi

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L'AQUILA. Dopo l'arrivo dell'avviso di garanzia si è dimesso l'assessore Luca D'Innocenzo, l'unico politico che al momento è stato inserito nell'elenco degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sui crolli a L'Aquila a seguito del terremoto.


D'Innocenzo è stato raggiunto da avviso di garanzia in quanto ex presidente dell'Adsu ma al tempo stesso ricopriva la carica di assessore alla Promozione sociale del Comune dell'Aquila.
D'Innocenzo è indagato, in qualità di presidente dell'Adsu, carica ricoperta a partire da fine aprile 2006 per aver omesso «di vigilare sulla rispondenza dell'edificio alla destinazione», per aver omesso «di vigilare sulla adeguatezza statica e sismica delle strutture dell'edificio sia in relazione alla originaria consistenza strutturale», «sia in relazione agli interventi succedutisi nel corso degli anni».
Subito dopo la ricezione dell'avviso di garanzia D'Innocenzo ha presentato le proprie dimissioni al sindaco Massimo Cialente.
«Ho dedicato questi mesi testardamente alla città», ha scritto nella sua lettera a Cialente, «e in particolare alle persone che l'hanno vissuta e che continuano a lottare per viverla; come sempre ho esercitato fino in fondo le responsabilità che le deleghe attribuitemi solo due settimane prima del sisma comportavano, deleghe pesantissime in un tale contesto».
L'ormai ex assessore è sicuro che «il tempo aiuterà a far emergere ruoli, competenze, date, fatti e realtà, ma in questi casi non basta la propria assoluta certezza, conta anche la fiducia dei cittadini nell'istituzione, fiducia che la notificazione di garanzia, anche per quello che negli anni è diventato questo atto nell'immaginario collettivo, potrebbe mettere a repentaglio».
«So bene», continua D'Innocenzo, «che il ruolo che attualmente ricopro, comporta delicatissime responsabilità, per questo mi è chiaro che bisogna impedire stravolgimenti dei percorsi amministrativi avviati, ma è indispensabile altresì che questi percorsi, che sono tutti frutto del confronto tra Comune e Protezione Civile, debbano essere seguiti con il massimo della forza, della responsabilità e della fiducia».
Da qui la decisione di lasciare.
«Considero le dimissioni dell'assessore D'Innocenzo un atto di inaudita delicatezza nei confronti dell'istituzione e del Consiglio comunale, a prescindere dalla decisione definitiva, che è di competenza esclusiva del sindaco», ha commentato il presidente del Consiglio Comunale dell'Aquila Carlo Benedetti
«Le dimissioni certamente non sono un atto dovuto», ha aggiunto Benedetti, «ma costituiscono espressione di un alto concetto della Politica che certamente (e da tempo) non alberga più nella società italiana, ma che va condiviso ed apprezzato perché contribuisce a dare lustro e credibilità alle Istituzioni.
A mia memoria non ricordo di dimissioni di assessori, anche se raggiunti da avvisi di garanzia per atti connessi al proprio ufficio, da provvedimenti di rinvio a giudizio e nemmeno da sentenze di condanna».

26/10/2009 15.03