Pcl:«Siamo stati sempre contro l’eco mostro del porto di Francavilla»

Alessandro Biancardi

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FRANCAVILLA. «La vicenda del porto Di Francavilla è esemplare di una società, quella italiana, che ha all'interno del proprio sistema, un cancro che mangia a poco a poco la nostra libertà di vivere e contro il quale alcuna "terapia" sembra possa funzionare».


Non fa sconti Francesco Di Nardo, della sezione teatina del partito Comunista dei Lavoratori che ricorda come tempo fa si scagliarono contro il progetto partiti di centro-sinistra, associazioni e singoli cittadini ma che ha superato con "successo" tutte le fasi istituzionali di giudizio.
«Alla fine», sostiene, «un qualsiasi cittadino non informato direttamente sui fatti avrebbe potuto dichiarare senza problema che quella era un'opera giusta e fatta nel rispetto dell'ambiente e della città. Oggi anche quei cittadini sanno che così non è, sanno che le loro istituzioni, comune, provincia e regione, non sono in grado di tutelare ne' l'ambiente in cui vivono ne' la loro incolumità fisica».
Quando il porto fu approvato dal Via (valutazione di impatto ambientale) regionale la battaglia dei cittadini, nella cornice del Comitato no-porto, finì ad opera del Pd (allora ancora DS e Margherita) che «aveva utilizzato la buona fede dei cittadini come grimaldello per una nuova unione a sinistra prima delle elezioni comunali».
Il PCL e altri cittadini continuarono isolatamente una battaglia sostanzialmente persa.
«Oggi però voglio ricordare quelle che la stampa sembra aver dimenticato (in attesa dei possibili esiti della nuova inchiesta)», aggiunge Di Nardo, «le responsabilità politiche.
La giunta Angelucci ha avuto la responsabilità principale, è vero, ma l'attuale giunta Di Quinzio ha preso le distanze dall'opera soltanto per una questione economica, non certo per la propria sensibilità ambientalista. Il motivo era legato alla prescrizione con la quale il Via aveva accolto il progetto: il ripascimento annuale della costa erosa dall'opera a carico dell'amministrazione comunale. Altro che responsabilità ambientale sventolata dall'attuale sindaco.
Anche le forze di sinistra non sono esenti da responsabilità, ricordiamo che nel VIA, organo tecnico, all'epoca erano presenti "tecnici" nominati anche da Rifondazione Comunista e dai Comunisti Italiani. E i Verdi? Pur di rimanere aggrappati alla "famosa" giunta regionale Del Turco, hanno tirato i remi in barca dicendo che non si poteva mettere in discussione un governo regionale per un porticciolo».
«Se le regole favoriscono lo scempio ambientale e l'avanzata dei soliti speculatori», conclude Di Nardo, «i nostri politici non hanno la coscienza pulita».

26/10/2009 14.02