Pagano:«Ho voluto bando per difensore civico per una questione di trasparenza»

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. Non si placano i malumori nel mondo politico per la nomina del difensore civico, Giuliano Grossi, avvocato e politico del Pdl.



Sulla selezione dei curriculum si è aperta una querelle agitata anche dagli altri partecipanti che hanno lamentato il fatto che tutto sarebbe stato deciso senza un controllo ed una comparazione precisa dei diversi curriculum.
Una cosa che gli interessati smentiscono.
Lo stesso presidente del consiglio regionale, Nazario Pagano, ha precisato a PrimaDaNoi.it che effettivamente ha voluto il bando per poter nominare un nuovo difensore civico ma solo perchè «un emendamentuccio aveva previsto la proroga in caso di una nostra distrazione del vecchio difensore. A me è sembrato giusto per una questione di trasparenza avviare una procedura di selezione».
Ma che qualche volta il nome si decida prima della comparazione dei curriculum accade.
E' successo per esempio in Campania dove proprio per lo stesso motivo (mancata comparazione dei curricula) il Consiglio di Stato lo scorso 19 ottobre ha annullato la delibera di nomina.
Ma in Abruzzo pare che le cose vadano in modo diverso e così sembra che dai dieci curricula migliori pervenuti sia stato scelto l'avvocato Grossi, tenendo conto probabilmente anche dei “meriti politici”.
«Il bando è stato emanato per evitare un cattivo modo di interpretare la pubblica amministrazione», ha precisato ancora Pagano, «e dico che per quanto mi riguarda se dovessi ritrovarmi ancora in quelle condizioni rifarei nuovamente il bando perché è profondamente giusto fare così. Un emendamento infilato all'ultimo momento consentiva a chi era seduto sulla sedia di rimanere lì senza colpo ferire. Sulla scelta del nome è un altro discorso ma anche le pietre sanno che Grossi non è un mio uomo».
E sui problemi di Grossi circa alcune morosità legate al pagamento di un appartamento pare che nel mondo politico nessuno ne sapesse nulla e forse nemmeno erano tenuti a saperlo ma la cosa, però, aggiunta alle polemiche sulla nomina, ha fatto montare il caso.
Ed ora che si fa?
Per il momento si attende il mese di novembre e quindi la naturale scadenza del mandato. Poi sarà il presidente Gianni Chiodi a decidere.
Per quanto riguarda la paventata opzione di autotutela, cioè l'annullamento della delibera di nomina del difensore civico da parte di Chiodi, dalla presidenza del consiglio non sanno nulla e dubitano che si possa mettere in atto una procedura del genere «poiché per l'ufficio di presidenza del consiglio la delibera non è illegittima e dunque perché revocarla?»
Di ritorno dagli Usa Chiodi dovrà dunque sbrogliare questa matassa: avallare o meno tutto l'impianto.
«Io piuttosto aprirei un serio dibattito», ha chiuso Pagano, «sulla reale utilità della figura del difensore civico. Ma qualcuno si è accorto dell'esistenza del difensore civico? E di quelli comunali? Ma a che serve?»
La domanda però –almeno a guardare i fatti- non ha una risposta difficile.

24/10/2009 9.59